Politico Quotidiano

Follia Pd: “Il partito di Vannacci va sciolto”. Il governo lo gela

Interrogazione dem per sciogliere Futuro nazionale. Il Viminale richiama l’articolo 21 e distingue tra opinioni e minacce all’ordine democratico. Il nodo ricorda il caso Afd in Germania

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Il Pd mette nel mirino Futuro nazionale e chiede al governo di valutare addirittura lo scioglimento del partito fondato da Roberto Vannacci. La parola chiave è una di quelle destinate inevitabilmente ad accendere lo scontro politico: “apologia di fascismo”. Ma dal Viminale, almeno per il momento, arriva un’indicazione di segno opposto. Le posizioni radicali, anche quelle più controverse, non bastano da sole a mettere fuori legge una forza politica.

A sollevare il caso è stato il deputato dem Roberto Morassut con un’interrogazione che, come racconta il Corriere della Sera, richiama esplicitamente la legge Scelba e mette in fila dichiarazioni, riferimenti storici e vicende giudiziarie che negli ultimi mesi hanno accompagnato l’ascesa politica dell’ex generale. La domanda rivolta all’esecutivo è sostanzialmente una: esistono gli estremi per intervenire contro Futuro nazionale?

La risposta della sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro è stata netta. Determinate “manifestazioni di pensiero radicali secondo una consolidata giurisprudenza rientrano nella libertà di pensiero garantite dall’articolo 21 della Costituzione“. Tradotto: tra esprimere idee considerate radicali e mettere concretamente in pericolo l’ordinamento democratico esiste un confine che lo Stato non può cancellare per via politica. È proprio su questo crinale che si gioca tutta la partita.

Morassut ha ricordato nell’interrogazione la denuncia presentata dall’avvocato catanese Antonio Fiumefreddo contro Vannacci, nella quale vengono ipotizzati diversi reati, e ha richiamato i riferimenti del generale alla X Flottiglia Mas di Junio Valerio Borghese e alcuni passaggi del libro “Il mondo al contrario”. Secondo l’esponente del Pd, questi elementi alimenterebbero il problema della compatibilità dell’attività politica di Vannacci con la legislazione antifascista. Ma una denuncia resta una denuncia e le valutazioni politiche non coincidono automaticamente con l’accertamento dei presupposti previsti dalla legge per sciogliere un’organizzazione.

La Repubblica dispone già degli strumenti per difendersi da chi dovesse concretamente minacciarne l’ordinamento, ma quegli strumenti non possono essere automaticamente estesi alla manifestazione di opinioni radicali. Questa la linea indicata dalla Ferro. “Il sistema di libertà e garanzie” immaginato dai padri costituenti, ha spiegato la sottosegretaria, poggia su “una nettissima diversità tra le espressioni di idee e la realizzazione di minacce violente contro l’ordinamento democratico”. E il governo, ha aggiunto, non intende discostarsi da quel principio.

Sul tavolo resta poi un secondo dossier, quello dei militari in servizio che avrebbero svolto attività all’interno di Futuro nazionale. La Procura militare ha effettuato accertamenti preliminari sul comportamento di due appartenenti alle Forze armate, uno dei quali sottufficiale dei carabinieri e l’altro ufficiale dell’Aeronautica, per verificare eventuali profili di propria competenza. La stessa Procura aveva precisato che, almeno nella fase iniziale, non si poteva ancora parlare di una vera e propria notizia di reato.

Ed è proprio qui che il caso italiano finisce inevitabilmente per richiamare quanto accaduto in Germania con l’Afd. Berlino dispone di strumenti particolarmente incisivi contro i partiti considerati ostili all’ordine costituzionale e negli ultimi anni l’Afd è finita più volte sotto la lente dell’intelligence interna. Ma persino lì mettere fuori legge un partito è tutt’altro che automatico: può deciderlo soltanto la Corte costituzionale federale e servono requisiti molto stringenti.

Non a caso, nel febbraio 2026 il tribunale amministrativo di Colonia ha temporaneamente impedito ai servizi interni tedeschi di definire Afd nel suo complesso come organizzazione estremista, ritenendo insufficienti gli elementi per estendere quella qualificazione all’intero partito. Il dibattito sul possibile bando resta aperto, ma il precedente tedesco dimostra soprattutto quanto sia delicato il confine tra la difesa dell’ordine democratico e la libertà politica.

Ed è, in fondo, lo stesso confine evocato dal governo italiano nella risposta al Pd. Per Vannacci, almeno per ora, la richiesta politica dei dem non trova dunque una sponda al Viminale. Futuro nazionale resta pienamente dentro l’arena politica e Palazzo Chigi mette un paletto piuttosto chiaro: per arrivare allo scioglimento di un partito non bastano parole, provocazioni o riferimenti storici contestati. Occorre dimostrare che siano stati superati i limiti fissati dalla Costituzione e dalla legge.

Massimo Balsamo, 18 settembre 2026

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