Politico Quotidiano

Il Fatto crocifigge Meloni per una semplice, banale battuta

Il quotidiano di Travaglio si scandalizza per la parola utilizzata dalla premier. E fateve 'na risata

Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Ormai siamo arrivati al punto che non si può fare nemmeno una battuta su se stessi. Non sia mai. Perché potrebbe esserci qualcuno pronto a offendersi. Anche quando il diretto interessato, cioè quello che pronuncia la battuta, sta semplicemente prendendo in giro la propria altezza.

È successo a Giorgia Meloni, intervenuta questa mattina all’assemblea generale di Assolombarda, a Milano. La premier sale sul palco, raggiunge il podio e si accorge che la postazione è troppo alta per lei. Qualche secondo di imbarazzo, poi la battuta: «Penso che mi abbiate sottovalutato, non sono proprio un nano». Il pubblico ride, un addetto interviene per rimuovere la pedana e la presidente del Consiglio può cominciare il suo intervento.

Fine della storia? Macché.

Perché il Fatto Quotidiano ha pensato bene di trasformare questo siparietto in una notizia sulla presunta scorrettezza della premier. Il titolo del post parla di «gaffe» e il testo, dopo aver riconosciuto che si trattava di una battuta autoironica, precisa che sarebbe stata «discriminante, considerando che il nanismo è una patologia, caratterizzata appunto da una statura adulta marcatamente inferiore alla norma».

Ora, scusate. Ma davvero siamo a questo punto?

Meloni non stava prendendo in giro una persona affetta da nanismo. Non stava insultando qualcuno. Non stava facendo un discorso sulle persone con disabilità. Stava semplicemente scherzando sul fatto di essere piuttosto bassa rispetto al podio che le avevano preparato.

Si può discutere se la parola scelta fosse elegante, appropriata o particolarmente divertente. Ci mancherebbe. Ma tra una battuta riuscita male e un comportamento discriminatorio passa una bella differenza. E non basta ricordare che il nanismo è una condizione medica per dimostrare che chi utilizza quella parola in un contesto autoironico stia discriminando qualcuno.

Il paradosso, poi, è che lo stesso racconto del Fatto riconosce l’intenzione scherzosa della premier e le risate del pubblico. Salvo aggiungere subito dopo il rilievo sulla discriminazione. Come se anche un momento di leggerezza dovesse necessariamente superare un esame di correttezza linguistica.

Eddai. Una risata, ogni tanto, possiamo ancora farcela.

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Aggiungi nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google CLICCA QUI
Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it

SEDUTE SATIRICHE

Trump e il gas… d’oro - Vignetta del 14/10/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

Trump e il gas… d’oro

Vignetta del 14/10/2026
L'inferno è pieno di buone intenzioni