Matteo Salvini si è dimesso da segretario federale della Lega. Tranquilli, però. Non è detto che sia la fine della sua leadership. Anzi. Il vicepremier ha formalizzato il passo indietro durante il consiglio federale riunito oggi nella sede di via Bellerio, a Milano, in vista del congresso straordinario del Carroccio previsto per il 24 e 25 ottobre. Una decisione necessaria per ragioni statutarie, che apre la strada alla rielezione dei vertici e alla possibile nascita di una nuova squadra dirigente.
A sollevare la questione, secondo quanto ricostruito da Repubblica, è stato Roberto Calderoli, ministro dell’Autonomia e responsabile della commissione statuto. «Matteo, per fare il congresso serve il tuo passo indietro formale», avrebbe spiegato durante la riunione. Salvini non si è fatto pregare: «Mi dimetto – ha risposto – E mi aspetto che ora anche tutti gli altri vicesegretari facciano altrettanto».
Detto, fatto. Qualcuno, però, ha sollevato un dubbio: «Ma così restiamo senza leader o rappresentante?». La risposta di Calderoli è stata netta: «Non c’è altra via, da regolamento». E così l’intero vertice del partito è stato azzerato, almeno formalmente. A gestire il Carroccio fino alle assise milanesi sarà il tesoriere Alberto Di Rubba, nominato vicesegretario vicario.
La Lega ha confermato tutto con una nota ufficiale, parlando di «un passaggio tecnico necessario in vista del congresso straordinario del partito, per procedere a un congresso elettivo». Ma il congresso non servirà soltanto a rieleggere il segretario. Salvini punta infatti a ridisegnare anche la struttura del partito, attraverso quella che ha definito «una segreteria politica». Una squadra diversa dall’attuale, nella quale potrebbero trovare spazio alcuni esponenti dell’area nordista, da mesi in tensione con la linea della leadership nazionale.
Tra i vicesegretari uscenti, Claudio Durigon viene considerato vicino alla riconferma. Più incerto il futuro degli altri due, Silvia Sardone e Alberto Stefani. Sul tavolo ci sarebbe anche un nuovo simbolo del partito, ulteriore elemento di una riorganizzazione che Salvini vorrebbe presentare al congresso.
Insomma, il leader leghista lascia la segreteria per tentare di riprendersela tra due settimane, possibilmente con una squadra rinnovata e un partito meno diviso. Le dimissioni, questa volta, sono vere. Ma potrebbero durare soltanto fino al congresso.
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