La Spagna di Pedro Sánchez continua a essere raccontata come il paradiso progressista d’Europa: il governo “umanitario”, il modello sociale, la sinistra moderna e morale. Ma basta guardare i fatti per vedere una realtà molto diversa da quella dipinta da una certa narrazione europea. Perché il vero tratto distintivo del sanchismo, oggi, sembra essere soprattutto la doppia morale.
Da settimane Madrid alza la voce sulla Flotilla diretta a Gaza. Sánchez attacca Israele, parla di diritti umani, rivendica solidarietà internazionale e protezione diplomatica per gli attivisti. Una postura tutta costruita sull’immagine della Spagna “paladina morale” dell’Occidente.
Poi però arriva la realtà. E la realtà racconta che proprio la Spagna “pro Pal”, quella che impartisce lezioni etiche all’Europa, è finita al centro delle polemiche per le cariche e i manganelli contro i flottillanti di ritorno. Altro che accoglienza umanitaria: predicano bene e razzolano male. Malissimo. La solidarietà va bene nei comunicati stampa e nei discorsi internazionali, molto meno quando gli attivisti devono essere gestiti concretamente sul territorio.
È il cortocircuito perfetto del sanchismo: propaganda globale e contraddizioni domestiche.
Ma la seconda contraddizione, se vogliamo, è ancora più clamorosa. Da anni media e commentatori progressisti dipingono la Spagna come un miracolo economico: crescita, modernità, modello sociale avanzato. Ma se davvero fosse questo Eldorado progressista, perché gli spagnoli stanno scendendo in piazza contro il caro affitti? Perché perfino mondi vicini alla sinistra contestano il governo? Perché trovare casa a Madrid o Barcellona sta diventando impossibile per migliaia di famiglie e giovani?
La crisi abitativa è ormai esplosiva. Gli affitti continuano a salire, le misure annunciate dal governo vengono contestate dagli stessi alleati della maggioranza e persino alcuni decreti bandiera di Sánchez sono stati bocciati o considerati inefficaci.
E allora emerge il vero volto della situazione spagnola: un governo fortissimo nella comunicazione internazionale, ma molto più fragile nella gestione dei problemi reali dei cittadini. Da una parte la retorica morale sulla Flotilla, dall’altra i manganelli. Da una parte la narrazione del “modello economico spagnolo”, dall’altra le piazze piene di persone che non riescono più a pagare un affitto.
La Spagna di Sánchez non è l’Eldorado che certa stampa racconta. È un Paese attraversato da profonde tensioni sociali, dove il marketing politico conta molto più della coerenza. E dove la distanza tra propaganda e realtà diventa ogni giorno più difficile da nascondere.
Salvatore Di Bartolo, 25 maggio 2026
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