Politico Quotidiano

Il Pd aggredisce i vostri beni: “Super Imu sulle case sfitte ‘senza motivo'”

Allarme rosso: la nuova idea degli amministratori dem che inseguono Sanchez. Addio al diritto di disporre come meglio si crede dei propri immobili

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Una super Imu per i proprietari che lasciano le abitazioni vuote senza una ragione giustificata. È la proposta lanciata dal sindaco Pd di Cesena, Enzo Lattuca, per affrontare l’emergenza abitativa che interessa anche la città romagnola. L’idea è quella di consentire ai Comuni di applicare un’imposta più elevata agli immobili volontariamente sottratti al mercato degli affitti, nella speranza di convincere i proprietari a metterli a disposizione di chi cerca casa. Una proposta folle che, per fortuna, per diventare realtà richiederebbe però un intervento legislativo nazionale. Impossibile (si spera) col governo Meloni al potere.

Intervistato dal Corriere Romagna, il primo cittadino ha spiegato che il problema non riguarda più soltanto le famiglie economicamente fragili. Anche chi dispone di un lavoro e di uno stipendio può incontrare difficoltà nel trovare un appartamento a prezzi sostenibili. Una situazione che coinvolge giovani coppie, lavoratori e imprese, queste ultime alle prese con la difficoltà di reperire personale disposto a trasferirsi in città senza avere la certezza di un alloggio. La soluzione individuata da Lattuca passa quindi attraverso il fisco. Il sindaco propone di distinguere tra chi mantiene un immobile inutilizzato per necessità, magari perché deve ristrutturarlo o risolvere questioni ereditarie e giudiziarie, e chi invece decide deliberatamente di non affittarlo. Soltanto quest’ultima categoria dovrebbe essere interessata dall’inasprimento dell’Imu. Il gettito aggiuntivo, secondo il progetto, potrebbe essere utilizzato per finanziare contributi agli affitti e interventi di edilizia residenziale pubblica e sociale.

Piccola domanda per il sindaco: e chi decide se un immobile è sfitto “per giusta causa”? I vigili? Il sindaco? L’Agenzia delle Entrate? E come si definisce un immobile “da ristrutturare” rispetto ad uno pronto per essere affittato: dipende dalla presenza del water e del frigorifero? In tal caso, al cittadino che non volesse pagare la Super Imu, basterebbe togliere i suppellettili? Altra domanda: e se un cittadino volesse tenere la casa sfitta in attesa che il figlio cresca e possa andarci ad abitare? O anche solo per evitare che si sciupi, per potercisi trasferire un bel giorno? Deve per questo pagare di più, visto e considerato che spesso l’immobile di proprietà è frutto di risparmi di una vita (già tassati) investiti in mattone?

Non solo. Lattuca propone anche una revisione della cedolare secca, legando i vantaggi fiscali concessi ai proprietari alla disponibilità ad applicare canoni calmierati. Il sindaco chiede inoltre maggiori finanziamenti statali per l’edilizia pubblica, giudicando insufficienti le misure previste dal Piano casa del governo Meloni.

Durissima la replica della Lega, che attraverso Antonella Celletti, responsabile enti locali della Lega Romagna, ed Enrico Sirotti Gaudenzi, capogruppo del partito, accusa il sindaco di fare “esternazioni da comunismo reale”. I due esponenti ricordano che a Cesena l’Imu sulle seconde case è già fissata all’1,06%, contro una media regionale dell’1,04%, e contestano l’idea di penalizzare ulteriormente i proprietari. Ma soprattutto puntano il dito contro le amministrazioni di centrosinistra, accusate di non aver affrontato adeguatamente il problema abitativo negli ultimi trent’anni. La Lega cita il fallimento del progetto di housing sociale Novello e le difficoltà incontrate dagli accordi sugli affitti. Anziché aumentare le tasse, propone che sia il Comune a offrire maggiori garanzie ai proprietari, anche stipulando direttamente contratti di locazione per le famiglie che non possono fornire garanzie sufficienti. Tra le ipotesi avanzate figurano inoltre fideiussioni comunali pari a tre o sei mensilità e convenzioni assicurative per coprire eventuali danni agli immobili. Insomma, secondo Celletti e Sirotti Gaudenzi, le alternative esistono, ma la giunta continuerebbe a privilegiare soluzioni ideologiche.

Sul fronte opposto è intervenuto anche il Partito Democratico locale, che considera l’aumento dell’Imu sugli immobili lasciati volontariamente sfitti uno degli strumenti per affrontare l’emergenza abitativa. I dem richiamano l’articolo 42 della Costituzione, che riconosce la funzione sociale della proprietà privata, e citano il modello olandese, dove i Comuni possono tassare gli immobili inutilizzati per oltre un anno. La misura, precisano, non riguarderebbe chi non riesce a trovare un inquilino, deve effettuare lavori di ristrutturazione oppure è coinvolto in successioni e controversie giudiziarie. Ma per il Pd non basta intervenire sulle case vuote: servono anche maggiori investimenti nell’edilizia popolare, incentivi agli affitti a canone calmierato e regole più severe sulle locazioni brevi. Il partito chiede inoltre un piano nazionale per rendere gli affitti più accessibili, coinvolgendo enti locali, associazioni degli inquilini e operatori economici.

C’è però un altro elemento che rende particolarmente delicato il dibattito sulle politiche abitative di Cesena: il caso del quartiere Novello, il grande progetto di edilizia sociale che avrebbe dovuto contribuire ad aumentare l’offerta di appartamenti accessibili e che invece è rimasto impantanato tra cantieri fermi e controversie giudiziarie. Il piano originario prevedeva 400 abitazioni nell’area dell’ex mercato ortofrutticolo, alle spalle della stazione ferroviaria. Oggi l’obiettivo è stato ridimensionato al completamento degli 86 appartamenti già avviati, mentre il cantiere principale risulta fermo dalla fine del 2024. Come riportato dal Resto del Carlino, l’impresa che aveva abbandonato i lavori dopo il mancato riconoscimento di un adeguamento dei prezzi, ha avviato un’ulteriore azione giudiziaria chiedendo 8,3 milioni di euro di danni a Fabrica Immobiliare. Il Comune ha dovuto rivedere il progetto e la relativa documentazione urbanistica, mentre sono partiti alcuni interventi per le infrastrutture dell’area. Il risultato, per il momento, è che il grande intervento abitativo non ha prodotto gli alloggi promessi. Ed è proprio questo il paradosso politico della vicenda: mentre il sindaco propone nuove tasse per convincere i privati a mettere le case sul mercato, uno dei principali progetti pubblici destinati a rispondere all’emergenza abitativa continua ad aspettare di essere completato.

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