Giorgia Meloni l’ha detto alla fine dell’incontro con i Volenterosi: l’Italia farà la sua parte nel caso di missione internazionale nello Stretto di Hormuz, meglio ancora se sotto l’egida dell’Onu. Guido Crosetto si è spinto oltre, ipotizzando che pure senza Nazioni Unite la missione possa partire lo stesso, fatta salva la fine della guerra (che ad oggi, con lo stallo dei negoziati, non è così scontata). E sarà pur vero che il governo intende attendere il doveroso via libera del Parlamento, come richiesto dalla Costituzione. Ma intanto i piani andranno pur fatti, per non farsi trovare impreparati.
Ed è quello che avrebbe fatto la Marina Militare italiana, a quanto spiegato dal Capo di Stato Maggiore Giuseppe Berutti Bergotto a Cinque Minuti: “La pianificazione prudenziale che ha fatto il capo di Stato Maggiore della Difesa prevede un gruppo basato su 2 cacciamine con un’unità di scorta e una logistica che ci permette di aumentare il periodo – ha spiegato -. In tutto 4 navi. Ovviamente noi non andiamo da soli, andiamo all’interno di una coalizione internazionale, anche le altre nazioni manderanno dei cacciamine. In Europa ci sono Francia, Inghilterra e un gruppo congiunto tra l’Olanda e il Belgio”.
Articolo in aggiornamento
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


