Politico Quotidiano

“Le raderei al suolo”, “Basta spocchia”. Salvini-Giuli e il retroscena sulla lite in Cdm

Meloni costretta a intervenire per placare gli animi sul Piano Casa. La mediazione di Lollobrigida

Matteo Salvini e Alessandro Giuli Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
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Al momento non ci sono smentite ufficiali e magari arriveranno. Ma in una delle giornate più tese per il governo, almeno sul fronte del ministero della Cultura, in Consiglio dei ministri si sarebbe consumata una lite neppure troppo velata tra Matteo Salvini e Alessandro Giuli. Il primo leader della Lega e viceministro. L’altro capo del dicastero della Cultura.

Il motivo del contendere, scrive il Corriere della Sera, sarebbe stato l’approvazione del Piano Casa (leggi qui tutte le novità). Al comma 9 era previsto il sacrosanto depotenziamento delle Soprintendenze nel caso di lavori “nelle case popolari”, che così avrebbero potuto iniziare i lavori senza attenderne il via libera (che avrebbero avuto 30 giorni per segnalare irregolarità). “Io così non voto il Piano casa e faccio mettere a verbale che il ministro della Cultura è contrario”, ha risposto Giuli. “Basta spocchia”, li ha avvisati Meloni provocando la reazione stizzita di Giuli: “Non sono l’unico ad averla”. Poco prima infatti Salvini aveva spiegato che lui le Soprintendenze le “raderebbe al suolo”: “Io, no – gli aveva risposto Giuli – tutelo l’articolo 9 della Costituzione, se hai coraggio esci fuori e ripeti questa affermazione in pubblico”.

In fondo ieri è stata una giornata non facile, per il titolare della Cultura. Dopo l’invio degli ispettori alla Biennale di Venezia a causa della querelle sul padiglione della Russia e sulla partecipazione di Israele. Alla fine si è dimessa in blocco la giuria internazionale e Pietrangelo Buttafuoco ha affidato ai visitatori il compito di assegnare i due premi.

Alla fine comunque, scrive il Corsera, a placare gli animi sarebbe stato il ministro Lollobrigida. La norma prevista da Salvini è stata riscritta e alla fine le Soprintendenze, nei centri storici, avranno 40 giorni per esprimersi e nel frattempo i lavori non potranno iniziare. E tante grazie a Giuli.

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