Politico Quotidiano

Lei non sa chi sono io. Salis scopre gli onorevoli privilegi

Quando l’antagonismo incontra il potere: indignazione automatica e doppio standard

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Ve lo dicevamo o no che un annetto di ozi bruxellesi sarebbe stato sufficiente ad infiacchire Ilaler Salis, la nostra Dolores Ibarruri alla cassoeula, peggio di Annibale a Capua? C’è un bussar di sbirri alla sua camera dell’hotel romano, che una notte costa come dieci mensilità di un operaio in “siopero”, in vista della poderosa, possente manifestazione antifà e lei si sdegna: ah, non sapete chi son io. Infatti non lo sapevano, o magari sì e sono andati a colpo sicuro, qui c’è un’antagonista occupatrice, toc toc: la Ila poteva far presente che la camera era stata abitata legalmente, una volta tanto, adesso non ha più bisogno di incarnare la giustizia sociale, dalla carta dei diritti alla carta di credito, dalla bonifica al bonifico, dalla sperequazione delle masse alla perequazione personale c’è la giustizia BCE che risolve tutto, eh, facile fare i comunardi egualitari con i manganelli degli altri, “io sono una eletta dal popolo”.

Tutti a cavalcarla, la Salis illegalmente perquisita (ma va là: le han chiesto i documenti, due minuti, ci scusi e se ne sono andati, ma quella ne approfitta): la premiata ditta Bonelli&Fratoianni, il campo largo referendario, il Fatto, i guardiani della Costituzione, gli apostoli di Ventotene, gli askatasuna, gli abracadabra, non manca neppure il compagno Andrea Orlando a difenderla su X: “I parlamentari hanno delle prerogative a garanzia dei parlamentari”. Sì, e il bricolage è il bricolage, come diceva Paolo Panelli nei panni di Strarompi. Ci credi, tu, che avessero “perquisito” un eurocoso di, che so, AdF, l’Orlando furioso era così formale, così ligio al regolamento prerogativo? Perfetto comunque per marcare l’autogarantismo di sensibilità di castà antifà. Ma che bravi, questi rappresentanti del pueblo unido, ma lo sanno che nella favolosa Cuba non se la cavavano così, con una formalità e ci scusi tanto?

Peraltro, pare non fosse neanche una iniziativa della polizia italiana, che si sarebbe limitata ad eseguire indicazioni dall’antiterrorismo europeo: sia come sia va bene così, se Ilaler grida “al regime” le rispondiamo che se il regime s’impegna a non dare quartiere, a non lasciar respirare certo antagonismo parolaio, blindato, privilegiato, ma pur sempre antagonista, a noi “ci” va benissimo. Forse sarà appena il caso di ricordare che Ilaria Salis, con 4 condanne e 29 precedenti di polizia a carico, resta imputata in un processo congelato in Ungheria per tentato omicidio quale notoria antagonista dai presunti legami con la temibile hammerbande, la banda del martello dedita alla caccia dei “nazifascisti”, cosa che ha spinto la Germania a chiedere controlli alla polizia italiana. Sarà pure un viluppo istituzionale e diplomatico, ma per favore la finissero a sinistra di fare le verginelle da bordello.

Come sta Cospito, a proposito, onorevole Orlando? Perché dopo i due che si son fatti saltare per aria volendo far saltare per aria chissà chi, appartenenti ad una costola della galassia europea che fa capo proprio al mascalzone anarchico al 41-bis e che ha appena annunciato vendetta tremenda vendetta, anche se non si capisce bene contro chi, forse contro chi gli ha fornito il nitrato di ammonio, eh beh, meglio prevenire che curare, anche random, anche sui sacri europarlamentari antagonisti che per una richiesta di identificarsi se la tirano come una Silvia. Pellico, non Salis, a costo di mancare di rispetto ad una della élite, che se ne sdegna: questi plebei di fantaccini, con chi credono di avere a che fare? Che poi, sì, donna Salis Mazzanti Viendalmare (“Capo flotilla: vado con la botilla?”. “Vadi, contessa, ma… un po’ più a sinistra!”) denuncia, accusa, si contorce, grida al regime, ma si vede che non ci crede più, che non è più quella di una volta, è una pistola ad acqua scarica, un manganello floscio, da occupatrice a rentier è l’attimo di un pugno chiuso e subito aperto, avrebbe potuto inveire come Trockij, Federico Confalonieri o Gian Burrasca, “moio per la libertà”, invece si limita al voi stracci non sapete chi avete davanti, se mi bussate è regime, tanto che non gli ha tirato addosso una borsa griffata, meglio una tuta. Si è imborghesita tanto, pare una notabile della prima repubblica: “Fai Rumooor”, come canta il cavalier Diodato che ha votato No al referendum.

Max Del Papa, 28 marzo 2026

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