Quindi, se sono in Africa e vogliono venire in Europa, vanno capiti perché scappano dalla povertà (per non dire il solito fake che scappano da “guerre e persecuzioni”). Quando sono qui, vanno capiti perché sono arrabbiati.
Alla faccia dei loro fratelli e delle loro sorelle che sono rimasti a casa e sognano l’Europa. Ricordate Ceuta?
Migliaia di giovanissimi usciti dal Marocco non perché in condizioni di reale povertà (la maggior parte) ma per rincorrere il sogno della bella vita e le sirene dei social. Per inseguire il lusso, quello cui aspirano i maranza (un mix tra giovani di seconda generazione e minori stranieri non accompagnati) invischiati in una miscela esplosiva di disagi ma che scelgono di sfogare spaccando le vetrine non per impossessarsi di beni di prima necessità ma di borse e scarpe firmate.
I ragazzi che sono qui hanno possibilità che i loro fratelli in Africa possono solo sognare. Ed è anche pensando a chi li guarda e ci guarda oltre il Mediterraneo, che la condanna della violenza dovrebbe essere durissima. Senza se e senza ma. Senza condizioni. Senza comprensione alcuna. Per rispetto “nostro” e “loro”.
Francesca Ronchin, 22 ottobre 2026
Ps. Ovviamente la totale condanna delle violenze senza se e senza ma vale anche per italiani e italianissimi
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