L’ultimo sondaggio Swg per il TgLa7 restituisce un quadro abbastanza chiaro: il sistema politico è fermo, con movimenti minimi, l’unico vero dato politico degno di nota riguarda la Lega, reduce da un periodo interno piuttosto turbolento. Una cosa appare chiara e cristallina: dopo tre anni di governo, il centrodestra continua a tenere botta mentre la sinistra non riesce a lucrare i consensi dai banchi di opposizione.
Proviamo a leggere i numeri senza giri di parole e senza costruirci sopra teorie inutilmente complesse. Fratelli d’Italia resta saldamente primo partito e cresce ancora, seppur di un decimale, arrivando al 31,3%. È un segnale di continuità: dopo questi anni di governo, il partito di Giorgia Meloni non mostra segni di logoramento. Anzi, mantiene una leadership netta dentro il centrodestra e nel Paese. Il Partito Democratico perde qualcosa e si attesta al 22,5%, confermando una difficoltà strutturale a sfondare oltre il proprio perimetro. Il Movimento 5 Stelle scende al 12%, sempre più lontano dai fasti del passato e ormai stabilizzato su percentuali medio-basse. Forza Italia resta ferma all’8,2%, un dato che segnala un elettorato anziano ma fedele.
Il calo più evidente è quello della Lega, che perde lo 0,3% e scende al 7,7%. Qui il sondaggio intercetta un problema politico reale. Pesano le tensioni interne, l’assenza di una linea chiara e, soprattutto, la variabile rappresentata dal generale Roberto Vannacci. La rottura con il Carroccio e l’ipotesi di un suo partito aprono uno scenario nuovo: il sondaggio di Mentana è precedente alla fuoriuscita del generale, quindi ora bisognerà valutare se questa iniziativa resterà marginale o se finirà per sottrarre voti proprio al Carroccio, aggravandone la crisi di consenso. Gli esperti sono cauti sul Generale, complicato da testare: sicuramente non si parla del 6 o addirittura del 20 per cento ventilato da qualcuno. Si oscilla tra il 2,5 e il 5 per cento, ma resta tutto da vedere. Sul versante opposto, Avs continua a perdere terreno, mentre i partiti minori registrano tutti piccoli segnali positivi. Azione sale al 3,1%, Italia Viva al 2,2%, +Europa all’1,4% e Noi Moderati all’1,2%. Numeri modesti, ma sufficienti a tenere in vita forze che restano decisive solo in chiave tattica.
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Il dato politico finale è piuttosto semplice: nonostante le difficoltà, le polemiche e le tensioni interne, il centrodestra nel suo complesso continua a godere di un consenso ampio e stabile. I numeri non lasciano grande margine di interpretazione: se si votasse oggi, il centrodestra raccoglierebbe il 48,4 per cento dei consensi. La sinistra – per sinistra intendiamo l’accozzaglia con mille idee diverse composta da Pd, M5s, Avs, Italia Viva e +Europa – al 44,8 per cento. E in politica, spesso, questa è già una risposta.
Franco Lodige, 4 febbraio 2026
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


