Politico Quotidiano

Minetti, sbugiardato il Fatto. La toga: “Falsi scoop, nessuna festa di sesso e droga”

Clamoroso: la Procura Generale smonta le ricostruzioni del quotidiano di Travaglio. "Confermato il parere positivo sulla Grazia"

Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
Aggiungi nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google CLICCA QUI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Era tutta fuffa. O almeno è quello che dice la Procura generale di Milano sul caso Minetti sollevato dal Fatto: secondo gli “accertamenti” svolti nell’ultimo mese e mezzo, i presunti “scoop giornalistici” sulle feste in Uruguay al Ranch “non corrispondono al vero”. Per questo “non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito” che ha portato alla “concessione della grazia” all’ex consigliera regionale.

La Procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, in una nota spiega che in particolare sono “smentite”, sia da “dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive” che da quelle “rese ai carabinieri da persone informate sui fatti”, le “affermazioni circa feste con droga e sesso a cui avrebbe preso parte Nicole Minetti negli ultimi anni”, rivelazioni “rese originariamente al Fatto Quotidiano dalla massaggiatrice, dapprima con modalità anonime ed in seguito con indicazione del proprio nominativo”.

Secondo la Pg, non risultano alcune “”segnalazioni di reato o pendenze giudiziarie o coinvolgimento in indagini di alcuna natura in Uruguay ed in Spagna di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani”. Inoltre non emergono “irregolarità nel procedimento di adozione” del minore. “Contrariamente a quanto riportato sul Fatto Quotidiano – scrive la Pg Francesca Nanni nella nota inviata alla stamopa – risulta che il decesso in circostanze non chiare non riguarda il legale dei genitori del figlio adottivo” della coppia, ma “si tratta del legale di quest’ultimo” che peraltro era “favorevole alla adozione”. Inoltre “non vi è stata alcuna battaglia legale” per l’adozione, “non essendosi costituiti i genitori naturali, rappresentati dal difensore di ufficio ed essendo risultata da sempre irreperibile la madre biologica del minore”. Non solo. Il “Procuratore della Repubblica in Uruguay” ha fatto anche sapere che nel caso del decesso del legale “non vi sono ipotesi di reato”. Lo stesso dicasi per il riconoscimento dell’adozione qui in Italia ad opera del Tribunale di Venezia: secondo il Pg non risultano “irregolarità” così come non vi sono “segnalazioni di reato”, “pendenze giudiziarie” o il “coinvolgimento in indagini di alcuna natura”. E questo né per Minetti né per Cipriani, né “Uruguay” né in “Spagna”.

Molti si era parlato anche delle condizioni mediche del minore (in barba alla sua riservatezza), condizioni mediche che richiedono cure specifiche e che – tra le altre cose – sono alla base della concessione della Grazia alla Minetti: per accudirlo ha necessità di lasciare l’Italia e questo le sarebbe stato impossibile se costretta a scontare la pena a 3 anni 11 mesi, ai servizi sociali, a causa delle condanne per favoreggiamento della prostituzione e peculato. La procura ha infatti confermato il “grave quadro sanitario” del bimbo che è “in cura al Boston Children’s Hospital” in un percorso “che richiede la presenza della madre in occasione dei controlli e terapie”. E il mancato consulto negli ospedali italiani, su cui il Fatto aveva cucito chissà quale mistero? Tutto fake. La Procura ha accertato che la coppia si è rivolta a “strutture ospedaliere di Cleveland e New York, oltre che in Italia”. Infine Nicole Minetti ha svolto “volontariato in Italia” e la sua presenza nella penisola è “pressoché stabile” dal gennaio 2024 e per tutto il 2025, fatti salvi alcuni “rientri” per “brevi periodi in Uruguay”.

La Nanni ha inviato oggi al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, una “relazione” in cui spiega dettagliatamente l’attività istruttoria svolta dopo la richiesta del Quirinale di approfondire quanto rivelato dal quotidiano diretto da Travaglio sulle presunte irregolarità nella domanda di grazia. Va detto che la Procura ha deciso di non realizzare una “rogatoria internazionale” perché il trattato di cooperazione giudiziaria fra Italia e Uruguay è finalizzato “all’acquisizione di prove o elementi di prova” solo in caso di “procedimento penale”. Qui invece parliamo di una istruttoria che non riguarda alcun reato da accertare. Nel fascicolo sono presenti anche “atti e documenti” acquisiti, in modo che via Arenula possa – in questo caso – analizzare direttamente tutto il faldone, senza fidarsi a scatola chiusa del parere della Procura Generale. Parere alla Grazia concessa a Nicole Minetti che in ogni caso la Nanni ha deciso di confermare in toto. Il Presidente della Repubblica potrà tirare un sospiro di sollievo: il gran caos provocato dalla fretta di andare dietro alle notizie pubblicate dal Fatto non poterà al primo, clamoroso caso di una grazia prima concessa e poi revocata.

Articolo in aggiornamento

Leggi anche:

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

2 giugno: la Repubblica dell'impunità - Vignetta del 02/06/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

2 giugno: la Repubblica dell'impunità

Vignetta del 02/06/2026