Politico Quotidiano

“Non è il mio partner, la residenza…”. Ma Salis certifica le stranezze sulla casa

L'Eurodeputata di Avs contro IlGiornale: "Ivan Bonnin è un mio amico fidato. La casa insieme? Non implica alcunché"

perquisizione ilaria salis Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Ilaria Salis risponde allo scoop del Giornale sulla residenza che condivide, o meglio condivideva, con il suo assistente parlamentare Ivan Bonnin. E lo fa confermando di fatto la notizia, smentendo tuttavia la relazione con “l’amico” già trovato con lei in camera di hotel durante il famoso controllo di polizia richiesto dalla Germania.

“Ribadisco che Ivan Bonnin è un mio amico fidato oltre che collaboratore professionale al Parlamento europeo, ma non è il mio partner – ha detto – La circostanza di aver avuto per un periodo la residenza allo stesso indirizzo a Milano, in un’abitazione nella quale né io né lui trascorriamo abitualmente molto tempo, non implica alcunché”. Il che può essere. Ma certo appare strano che l’eurodeputata e il collaboratore, solo amici, condividano la residenza a Milano se non ci passano neppure troppo tempo. No? Ma per Salis ad essere “inopportuna e imbarazzante” è “l’attenzione morbosa rivolta alla mia sfera privata, soprattutto in una fase in cui vi sono questioni di evidente rilevanza pubblica che meriterebbero ben altra considerazione. Alcuni organi di stampa, tutti riconducibili a un preciso orientamento politico, continuano invece a portare avanti campagne diffamatorie nei miei confronti, individuando nella mia persona un bersaglio per loro ideale, in quanto donna di sinistra e antifascista. Si tratta di dinamiche squallide che respingo con fermezza, e rispetto alle quali non intendo in alcun modo lasciarmi intimidire”.

Dubbi sulla coabitazione e cambi di residenza

Secondo le indagini giornalistiche, fino a marzo 2026, Ilaria Salis e Ivan Bonnin risultavano residenti nello stesso indirizzo a Milano, presso una casa di proprietà dello stesso assistente. Tuttavia, il 29 marzo, appena un giorno dopo il controllo di polizia, la deputata ha modificato la sua residenza, trasferendola in un’altra città. Questo repentino cambio ha alimentato sospetti e ipotesi sul loro legame personale. Alcuni vicini nel condominio di Milano hanno confermato che i due sarebbero stati visti insieme nell’edificio. La convivenza, se accertata, solleverebbe interrogativi sul rispetto delle regole del Parlamento Europeo, che vietano rapporti lavorativi con coniugi o partner di fatto.

Il Parlamento Europeo stabilisce chiaramente che i deputati non possono assumere come assistenti parlamentari il proprio coniuge o un partner stabile. Ivan Bonnin, in qualità di Assistente Parlamentare Accreditato (APA), ha inoltre l’obbligo di risiedere nel Paese della sede di lavoro, che per il suo incarico sarebbe Bruxelles, Strasburgo o Lussemburgo. Nonostante ciò, Bonnin risulta residente a Milano. Questa discrepanza potrebbe comportare ulteriori verifiche da parte delle istituzioni europee.

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