Qui le cose sono due. O la massoneria deviata e la mafia non sono più quelle di una volta, oppure c’è qualcosa che non torna. Tertium non datur. Vi ricordate quando Nicola Gratteri, il vittorioso pm di Napoli, in un’intervista al Corriere della Calabria sosteneva che al referendum sulla giustizia “voteranno No le persone perbene” mentre “voteranno per il Sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata” e “tuti i centri di potere”? Ecco. Visto il risultato, forse, alla fine, il pericolo non era poi così serio né reale. Come non lo era il timore che le squadracce nere trasformassero la Repubblica italiana in un surrogato del Ventennio. Oppure, ci viene da dire, i centri di potere non devono poi avere tutto questo potere e la massoneria deviata non deve poi essere così in grado di incidere in una consultazione popolare. Perché a leggere i dati, alla fine, al Sud hanno votato in massa per il No o non sono andati a votare. In Sicilia il No ha sfiorato il 61%. In Calabria, terra di ‘ndrangheta, il 57%. E a Napoli, lì dove purtroppo la camorra è ben radicata, la percentuale ha superato un bulgaro 70%. Se, come diceva il pm Di Matteo, la criminalità organizzata avesse davvero scelto di appoggiare il Sì per proteggere chissà cosa, avrebbe cercato di incidere un po’ più. Invece niente. Quindi o erano esagerazioni quelle sparate in campagna elettorale. Oppure non esistono più la massoneria deviata e la mafia di una volta.
Il barista, 24 marzo 2026
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).
Da oggi puoi aggiungere Nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google visitando questa pagina e spuntando la checkbox a destra


