Politico Quotidiano

Preferenze, Meloni sfida le opposizioni: “No al voto segreto: metteteci la faccia”

Scontro sull'emendamento alla legge elettorale. Incubo franchi tiratori nel centrodestra. Vannacci: "Voteremo sì tappandoci il naso"

Meloni Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
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È iniziata alla Camera l’esame della proposta di legge elettorale chiamata “Stabilicum”. Questa riforma, ideata dal centrodestra, mira a sostituire il sistema attuale basato sul Rosatellum. Tra le modifiche principali figurano le preferenze, punto di discussione cruciale, che consentirebbero agli elettori di esprimere tre preferenze, con un capolista bloccato. La misura è sostenuta fortemente da Fratelli d’Italia, con il supporto di Lega e Forza Italia che adesso, dopo qualche mal di pancia, hanno deciso di appoggiare il ritorno alla scelta dei candidati da parte degli elettori.

Non è stato un parto semplice. E le voci di Palazzo narrano che ci sia della maretta sia nel Carroccio che tra gli Azzurri. Adnkronos sostiene che ci sia stato addirittura un vertice nella Lega per dare una spiegazione agli eletti sulla posizione favorevole all’emendamento firmato Fdi-Nm-Udc nonostante fino a ieri il NO del partito di Salvini sembrasse granitico. Secondo i vertici salviniani, Molinari, Calderoli e Paganella, si tratterebbe del miglior compromesso possibile, lo stesso dice il capogruppo di Forza Italia Enrico Costa. Entrambi i partiti hanno pregato i loro deputati di non fare scherzi una volta al voto. Già, perché ora l’incognita si chiama voto segreto: le opposizioni hanno deciso di chiedere la votazione segreta (tutta la proposta di legge, dai singoli emendamenti al voto finale) in modo da sperare nei “franchi tiratori” che potrebbero affossare la riforma. Qualche preoccupazione c’è, checché ne dica Tajani (“Mi fido dei miei”, giura). Per questo Meloni ha preso carta e penna e ha provato a rompere lo schemino dell’opposizione: “Sì alle preferenze. No al voto segreto. Sfido le opposizioni – ha scritto – a non chiedere il voto segreto. Ognuno si assuma la responsabilità del proprio voto e ci metta la faccia davanti agli italiani”.

Va segnalato però che la maggioranza potrà contare anche sui voti dei vannacciani. “Abbiamo già presentato l’emendamento delle preferenze vere. Quello presentato da Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc è la solita truffa: mette le preferenze ma con il capolista bloccato”, ha spiegato Roberto Vannacci . “Noi manteniamo il nostro emendamento, quello autentico, che ridà la sovranità al popolo e ridà dignità al Parlamento. Quello di Fratelli d’Italia lo voteremo comunque, tappandoci il naso, perché è il meno peggio”.

La parità di genere e le preferenze

Un altro dei temi più discussi riguarda la parità di genere. Antonio Tajani, vicepremier e leader di Forza Italia, ha dichiarato che, pur non essendo prevista direttamente nella legge elettorale, il suo partito garantirà una rappresentanza adeguata alle donne. “I partiti devono farsi carico della rappresentatività femminile. È giusto dare un’ampia rappresentanza alle donne, considerando che le elettrici sono numericamente di più degli elettori maschi”, ha affermato Tajani. “È davvero triste che la prima presidente del Consiglio donna sarà ricordata anche per aver inflitto un colpo mortale alla parità di genere nella rappresentanza elettorale – ha attaccato invece Luca Zanella di Avs – Almeno abbia la decenza di ammettere che non è né la prima, né la seconda sua priorità. Contenta lei e poche altre, contente tutte e soprattutto tutti, contento Vannacci”.

Nel sistema proposto dalla riforma, è previsto un modello proporzionale con un premio di maggioranza. Questo assegna 70 seggi alla Camera e 35 al Senato alla coalizione che ottiene almeno il 42% dei consensi. Se nessuna colazione raggiunge questa soglia, si passerebbe a un sistema proporzionale puro. Nei collegi plurinominali, le liste resterebbero bloccate, con il premio di maggioranza assegnato in base a listini circoscrizionali.

Articolo in aggiornamento

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