Politico Quotidiano

Ranucci, Report e la sindrome del complottista

Il bisogno di credere che se le cose non vanno come ci si aspetta

Sigfrido Ranucci
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Il frequente tentativo che vedo di trovare una spiegazione logica, valida, a quella assurda e incomprensibile circostanza per cui il mandante dell’attentato a Ranucci, sarebbe un suo caro amico, Lavitola, un tizio peraltro non esattamente specchiato e virtuoso, mi sta convincendo sempre di più della veridicità di un’idea che mi sono formato col tempo: il complottismo è così diffuso perché conforta, rassicura, tiene salde tutte le nostre convinzioni.

Il complottista non agisce solo per ignoranza, ma perché ha lo spasmodico bisogno di credere che se le cose non vanno come lui si aspetta, non è perché non c’ha capito nulla, ma perché c’è sicuramente qualcosa di losco, sporco, oscuro dietro. Il complottismo è una coperta di Linus: il guaio è strappargliela via…

Guglielmo Mastroianni, 12 luglio 2026

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