Salvini: "Il governo deve andare avanti"
“Quando i cittadini si esprimono hanno sempre ragione. Rimaniamo convinti, come milioni di italiani che meritano rispetto e gratitudine, che sia necessario migliorare il sistema della giustizia. Anche per questo, il governo deve andare avanti con compattezza e determinazione”, ha detto Matteo Salvini.
Schlein: "Messaggio al governo"
“Abbiamo vinto, oggi è una giornata bellissima, una grandissima mobilitazione popolare, la maggioranza del Paese che ha fermato una riforma sbagliata e che ha partecipato per difendere la costituzione”, ha detto Elly Schlein nel corso di una conferenza stampa al Nazareno. “È una vittoria che è ancora più bella perché partivamo da una sconfitta annunciata e invece abbiamo ribaltato quell’esito”.
Tajani: "Ci inchiniamo alla volontà del popolo"
“Il popolo sovrano si è espresso, e noi ci inchiniamo alla sua volontà. Si è espresso con un grado molto alto di partecipazione e questa, al di là del risultato, è una grande prova di democrazia. Noi abbiamo fatto tutto il possibile per far comprendere l’importanza di una riforma che avrebbe reso la giustizia più equa e l’Italia più libera. Però gli italiani sono stati di diverso avviso e ne prendiamo atto con il massimo rispetto”, ha detto il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani.
Meloni: "Occasione persa"
“La sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Il governo ha fatto quello che aveva promesso, portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale. L’abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso la scelta ai cittadini e i cittadini hanno deciso. E noi come sempre rispettiamo la loro decisione”, ha detto la premier Giorgia Meloni in un video sui social. “Resta chiaramente il rammarico per un’occasione persa di modernizzare l’Italia ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato. Andremo avanti come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, con determinazione e soprattutto con rispetto verso l’Italia e verso il suo popolo”.
Il presidente del Comitato Giusto dire No
“Sicuramente ha vinto la Costituzione italiana, ha perso chi voleva affievolire le garanzie e l’indipendenza della magistratura”, ha detto il presidente del Comitato Giusto Dire No Enrico Grosso.
Nordio: "Prendo atto della decisione"
“Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Il nostro intendimento era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall’articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo ed imparziale”, ha detto ministro della Giustizia Carlo Nordio. “Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma – conclude – Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell’elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l’alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia”.
Sallusti: "Battaglia persa, ma niente drammi"
“È stata una battaglia persa, ma che rifarei dall’inizio alla fine, ne prendiamo atto senza particolari drammi. Io non sono un soggetto politico, né questo comitato è un soggetto politico. La prima osservazione è che di riforma della giustizia se ne parlerà tra tanti e tanti anni e ancor più la stagione riformista non dico che viene archiviata, ma subisce un forte rallentamento”, Alessandro Sallusti, portavoce del Comitato Sì Riforma e direttore di Politico Quotidiano. “Sono certo che al governo non abbiamo dei bambini che vanno via con il pallone perché hanno perso la partita. Con grande responsabilità toccherà al governo ricucire gli strappi che ci sono stati in questa campagna elettorale”.
Quarta proiezione
La quarta proiezioni di Tecnè per Quarta Repubblica:
- Sì: 46%
- No: 54%
Copertura campione all’86%. Margine di errore 0,9%.
Renzi: "Messaggio a Meloni"
“La partita mi pare ormai chiusa. Il No a sorpresa ha vinto il referendum. Oggi si consuma un fatto politico enorme: quando il popolo parla, il Palazzo deve ascoltare. Questo è un passaggio molto importante per Giorgia Meloni. Da anni ci racconta di essere benedetta dal popolo ma oggi il messaggio è forte e chiaro: una sconfitta sonora del governo e del modo arrogante con cui il governo ha fatto questa riforma”, ha detto Matteo Renzi.
Conte: "Ce l'abbiamo fatta"
L’ex premier Giuseppe Conte, leader del M5S, esulta per la vittoria: “Ce l’abbiamo fatta”
Il fronte del Sì prende atto della sconfitta
Il comitato Sì riforma prende atto della sconfitta al referendum.
Anche Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI, ha detto: “Quando gli italiani si esprimono va sempre accettato” ma, aggiunge, “abbiamo sempre detto che non avrebbe inciso sul governo”.
Maurizio Lupi, in diretta a Quarta Repubblica, conferma questa lettura sulla sconfitta.
La seconda proiezione
La seconda proiezione di Tecnè per Quarta Repubblica:
- Sì: 46%
- No: 54%
Copertura campione al 49%. Margine di errore all’1,5%.
La prima proiezione
La prima proiezione di Tecnè per Quarta Repubblica:
- Sì: 46,8%
- No: 53,2%
La copertura campione è del 29% e il margine di errore è del 2,9%.
Il secondo intention Poll
Il secondo intention poll realizzato da Tecnè per Quarta Repubblica:
- Sì: 46-50%
- No: 50-54%
Il primo exit poll
Lo spoglio è semplice: sì o no. E così anche gli exit poll che riescono ad anticipare, meglio che in occasione delle elezioni politiche, l’esito di questo referendum sulla giustizia. I dati di Tecnè diffusi da Quarta Repubblica, con una copertura campione del 64%, dicono: il 47-51% degli elettori ha votato SÌ, mentre il 49-53% ha votato NO. In questo momento è quindi in vantaggio il No. La forchetta ha però un +2 o -2 di variabilità. Bisognerà contare voto per voto.
Anche gli exit poll per Opinio Rai danno il No al 49-53% contro il Sì al 47-51%. Identico spiccicato anche Instant Poll di Swg per La7.
L’affluenza al momento risulta intorno al 58,51%.
Le precedenti consultazioni referendarie:
- Riforma Titolo V 2001: 34,1% di affluenza
- Riforma titolo V 2006: 53,6%
- Riforma sul Bicameralismo 2016: 65,4%
- Taglio Parlamentari 2020: 51,1%
Il referendum costituzionale sulla giustizia del 2026 ha raggiunto una partecipazione senza precedenti. Alla chiusura del primo giorno di votazioni, il 22 marzo, l’affluenza era del 46,07%. Questo dato supera nettamente i valori registrati nei precedenti referendum costituzionali: nel 2020, ad esempio, l’affluenza si fermava al 40%. Al confronto, il referendum sulla riforma del Titolo V del 2001 vide una partecipazione del 34%, mentre la consultazione del 2006 sulla “devolution” raggiunse appena il 35%. Per il referendum non costituzionale del 2025 la percentuale era scesa al 22%. Il dato si è ovviamente allargato con l’apertura delle urne lunedì mattina, che ha incrementato ulteriormente il divario rispetto alle precedenti consultazioni referendarie.
Il divario geografico: Nord più attivo, Sud in calo
Una tendenza evidente è il divario tra Nord e Sud. Analizziamolo con i dati di ieri sera sull’affluenza. L’Emilia-Romagna registra il dato migliore con il 53,7%, seguita da Lombardia (51,8%) e Veneto (50,2%). Al contrario, la Sicilia si ferma al 34,9%, confermandosi l’ultima regione per partecipazione. Anche la Puglia registra valori sotto la media nazionale, con un’affluenza del 39%. Bari città tocca il 41%, mentre Lecce sale al 42%. Dati più bassi si osservano in altre aree, come Foggia, che non supera il 35%. In Basilicata, l’affluenza si è attestata al 39,9%, con significative differenze tra Potenza (46,7%) e il resto della regione.
Cosa prevedeva la riforma
Il referendum, promosso dal governo guidato dalla presidente Giorgia Meloni, rappresenta un test politico importante. La riforma prevede la separazione delle carriere dei magistrati tra funzione requirente e giudicante, la creazione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura e un’Alta Corte Disciplinare. Il quesito è stato ampiamente discusso durante una campagna elettorale vivace, caratterizzata da polemiche e una notevole polarizzazione tra i sostenitori del Sì e del No.
La presidente Giorgia Meloni aveva invitato gli italiani a esprimere il proprio voto, ricordando l’importanza della consultazione. “Pronta per il voto. Ricordate: c’è tempo fino alle 15 di oggi per recarsi al seggio. Partecipare è importante”, ha scritto la premier sui social stamattina, accompagnando il messaggio con una foto della sua scheda elettorale.
Articolo in aggiornamento
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