Il Segretario di Stato americano Marco Rubio è atteso oggi a Roma per una serie di incontri istituzionali centrati soprattutto sulla situazione in Medio Oriente. Tra i dossier principali figurano lo Stretto di Hormuz e la crisi in Libano, temi che dovrebbero essere affrontati nel colloquio con il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in programma alle 11,30 a Palazzo Chigi. Secondo fonti di governo, l’incontro avrà il carattere di una “visita di cortesia”. In quella sede, l’Italia dovrebbe confermare la propria disponibilità a contribuire, con unità navali, a eventuali attività di sminamento nel passaggio marittimo dello Stretto di Hormuz. Un eventuale intervento, viene precisato, sarebbe comunque subordinato all’autorizzazione del Parlamento e inserito in un quadro internazionale.
Nel confronto tra Meloni e Rubio potrebbe trovare spazio anche il dossier libanese, alla luce della presenza italiana nel Paese e del ruolo che Roma ritiene di poter svolgere nella regione. Il tema sarà al centro anche del bilaterale previsto alle 10,00 alla Farnesina tra Rubio e il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Proprio parlando dalla Germania, dove ha incontrato l’omologo tedesco Johann Wadephul, Tajani ha sottolineato che in Libano “l’Italia può giocare un ruolo importante”.
La missione romana di Rubio arriva in una fase delicata dei rapporti tra Washington e Roma. Nei giorni scorsi, il presidente statunitense Donald Trump aveva criticato sia il Papa, ricevuto questa mattina in udienza dal Segretario di Stato Usa, sia il governo italiano, accusato di “non aver fatto nulla” nell’ambito di un’operazione contro l’Iran. Meloni, lunedì scorso da Erevan, aveva precisato che quell’operazione non era mai stata discussa in sede Nato. Al di là delle tensioni recenti, la visita viene letta anche come un riconoscimento del ruolo diplomatico dell’Italia, considerata un interlocutore in grado di mantenere canali aperti con diversi attori in uno scenario mediorientale particolarmente complesso.
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Sul piano dei rapporti transatlantici, Tajani ha ribadito la centralità dell’alleanza con Washington. “L’Italia, come l’Europa, ha bisogno degli Stati Uniti, ma gli Stati Uniti hanno anche bisogno dell’Italia e dell’Europa”, ha affermato il titolare della Farnesina, definendo “franco e sereno” il rapporto con Rubio. “Per noi le relazioni transatlantiche sono importantissime. Io ho eccellenti rapporti con il segretario di Stato Rubio. Poi quando ci sono delle cose sulle quali non siamo d’accordo le diciamo come si fa con amici, con grande lealtà, sempre a testa alta, tenendo conto che l’alleanza transatlantica è fondamentale anche per difendere anche i nostri interessi”, ha aggiunto.
Un altro tema che potrebbe essere toccato nel corso degli incontri è quello dei dazi, pur non rientrando direttamente nelle competenze del Segretario di Stato americano. Tajani ha chiarito la linea italiana: “La nostra posizione è sempre la stessa: noi non vogliamo guerre commerciali”. Il ministro ha poi aggiunto: “ci auguriamo anche che faccia in fretta il Parlamento europeo ad approvare gli accordi firmati con gli Stati Uniti, la mia famiglia politica, il Partito popolare europeo, vuole concludere in tempi più rapidi possibili. Parleremo di questo”.
Tajani ha infine confermato la propria contrarietà a nuove tensioni commerciali: “Le guerre commerciali non servono, io sono a favore di un grande mercato libero: Europa, Canada, Stati Uniti, Messico”, aggiungendo che “poi credo che i prodotti italiani, per l’altissima qualità che hanno, sono in grado di vincere qualsiasi sfida tariffaria”.
Franco Lodige, 8 maggio 2026
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