Politico Quotidiano

Travaglio fa dietrofront: niente fondi pubblici (per quest’anno)

Il direttore del Fatto Quotidiano ammette di averci pensato ma a questo giro l'azienda può farne a meno

Marco Travaglio e e l'editoriale del Fatto sull'Ucraina Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
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Prima lanciano il sasso, annusano la reazione, poi tirano indietro la mano. Marco Travaglio e il Fatto Quotidiano non chiederanno più i finanziamenti pubblici all’editoria (almeno per quest’anno). La notizia l’ha data in prima pagina il direttore del quotidiano parlando di “una rinuncia che non è mai stata così difficile”.

Nei giorni scorsi vi avevamo parlato dell’articolo firmato da Daniele Luttazzi che di fatto rompeva per il Fatto un tabù fantasmagorico: quello di essere un giornale che “non riceve alcun contributo pubblico”. Come orgogliosamente scritto sotto la testata. Solo che i tempi per l’editoria sono duri per tutti e a dicembre l’azienda che edita il quotidiano si è trovato in difficoltà finanziare “per l’aumento dei costi e gli scompensi del passaggio dalle vendite in edicola a quelle digitali”, tanto da spingere gli amministratori a presentare la domanda per il rimborso di 10 centesimi per ogni copia stampata. Travaglio la spiega così, un po’ come Luttazzi: “Non sapendo come sarebbe andato il 2026, non vollero precludersi la possibilità di affrontare eventuali emergenze per il giornale con quel finanziamento” che ammontava a 752mila euro. Insomma: ci hanno provato.

Al Fatto dicono di aver tentato tutte le strade per evitare di dover far ricorso alla mammella pubblica, probabilmente anche a seguito della reazione non proprio composta dei lettori che facilmente potrebbero essersi sentiti traditi. Travaglio rivendica di aver tagliato “i costi senza toccare il personale”, ridotto “la foliazione senza penalizzare i contenuti”, migliorato “il giornale per renderlo ancor più indispensabile”. Obiettivo raggiunto: “I primi mesi del 2026 hanno dati i frutti sperati e Cinzia Monteverdi ha comunicato agli stupefatti funzionari di Palazzo Chigi che il Fatto rinuncia ai 752mila euro”.

Travaglio aggiunge però una postilla: precisa che “almeno per il momento” il Fatto potrà mantenere la sua testata invariata. Ma la verità è che la rivoluzione per i Travaglio Boys è già avvenuta: il solo fatto di ipotizzare il ricorso alla mano dello Stato sa di rivoluzione. Per quest’anno è andata bene, domani chissà. Certo sarebbe stato davvero paradossale per il Fatto ritrovarsi di là dalla barricata proprio mentre la variegata truppa grillina sta promuovendo un referendum per abolire il finanziamento pubblico ai partiti.

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