I condizionatori, i condizionatori. La Pace, maiuscolo per la Madonna, non è più un dilemma, un’urgenza, una scelta obbligata. Ve lo ricordate, Mario Draghi? Per non essere tracciati, e tracciati di faziosità, affidiamoci alla neutralità di chat gpt: “Mario Draghi ha recentemente affermato: “Volete la pace o i condizionatori accesi?” in riferimento all’importanza della pace rispetto al gas russo. Draghi ha sottolineato che, sebbene l’Unione Europea possa proporre un embargo sul gas, preferirebbe la pace come strumento più efficace per garantire la sicurezza. Ha anche affermato che, fino a tardo ottobre, l’Italia avrebbe le riserve di gas disponibili, suggerendo che la questione del gas non è ancora oggetto di discussione. La sua dichiarazione è stata un modo per evidenziare l’importanza della pace e la necessità di trovare un accordo comune tra i paesi europei per affrontare la situazione in Ucraina”.
È chiaro? Bene, la IA deve aggiornarsi, la faccenda non vale più. Era un altro momento. Adesso il governo, che con tutta evidenza vuole andare d’accordo ad ogni costo con la Ue, coi volenterosi, però anche col blocco di Visegrad, però anche con Trump, però anche con Zel, però anche con Vlad, perché il trasformismo mica era solo di Mussolini, evidentemente si trasmette per via genetica, manda il compagno BCE a trattare con Putin: chi meglio di lui? Contenti loro…
La pace, quale che sia, in Ucraina e dintorni può imporla solo il folle Trump coi suoi metodi non ortodossi, se non a sua volta imperiali, perché, come dice Federico Rampini, “Putin capisce solo il linguaggio della forza”. Ma la UE dormiente, in essa il nostro governo, è invece convinta che affidarsi ai metodi emollienti, alle manovre scadenti, scusate, volevo scrivere suadenti, maledetta tastiera che corregge automatica, di Draghi sia la cosa migliore, la più efficace. Sì, a perdere tempo.
Che farà Draghi al Kremlino? Vai Mario, insegna agli angeli a fare i paraculi, spiega a Mosca, ma soprattutto a Kiev, che adesso che fa freddo preferiamo i condizionatori, i caloriferi, “con Mosca bisogna trattare”. Dopo 4 anni buttati e centinaia di migliaia di vittime a perdere perché l’Europa della baronessa del riarmo e del Mario buono per tutte le stagioni e per tutti i momenti doveva masturbarsi con sanzioni virtuali che servivano solo a scavare la fossa a se stessa.
E all’Ucraina, 4 inverni dopo, con la Russia bisogna trattare. Che viene più facile se tanto a trattare davvero c’è quell’altro, quello autoritario, dall’America. A proposito. Draghi resta, casomai ve ne foste dimenticati, il responsabile della stagione più fosca e devastante e illiberale nell’Italia formalmente democratica, quella delle deportazioni domiciliari, delle chiusure, dei ricatti, dei super green pass, delle perdite di lavoro, della fame, della disperazione, delle cure forzate, “non ti vaccini, ti ammali, muori e fai morire”.
È andata esattamente al contrario e so di cosa parlo, non solo per esperienza personale, se la commissione Covid si degna, avrei da raccontare qualche migliaia di vittime a perdere che si sono vaccinate, ammalate, estinte, che combinazione, ma quelli come Draghi son salamandre, passano da un momento all’altro, un altro momento, e son sempre in pista, esattamente nella posizione opposta. Vedi come cambiano le cose, però per certi boiardi o potenti o vivi affaristi, copyright Cossiga, non cambiano mai, le cose sono uguali per tutti ma per qualcuno più uguali perché certi sono più uguali degli altri.
A proposito 2. A girare Sottobraccio al Draghi premier che soffocava inutilmente un Paese (le conseguenze non finiremo mai di scontarle) c’era un certo compagno sindacalista che fa gli “sioperi” per Maduro il democratico, laddove l’italia “è un regime autoritario”.
Oggi, quando comandava Draghi il regime andava a braccetto con la rivoluzione ed era tutto un lingua in bocca attraverso le mascherine, “Draghi fa bene, ci vuole più severità, vanno tutti obbligati [a vaccinarsi] con la forza”. Firmato, il segretario Cgil che fa gli sioperi per la libertà. Della ANM, sezione attivista militante giudiziaria del PD.
Landini ha annunciato da qui a fine 2026 ben 52 scioperi di venerdì, uno a settimana, per Maduro, ler la ANM, per il No al referendum, per la libertà, contro il governo, contro il regime autoritario, per la libertà, per gli ayatollah, per Hannoun, per Hamas, per Maduro, per tutto meno che per questione strettamente sindacali, alla fine il conto per l’Italia sarà di 52 miliardi. Nessuno lo precetta. Nessuno lo ferma.
Nemmeno lo frena. Io, per dire, ho già dato questa settimana, dovendo viaggiare ho passato l’Anabasi, con me milioni di cittadini viaggiatori utenti “schiavi di merda” (copyright Nicola Porro). Il vero autoritario, dittatore, è il compagno sciopero, è Landini l’amico di Maduro e di Draghi che per il nostro governo è il non plus ultra. Qualcosa vorrà pur dire.
Max Del Papa, 12 gennaio 2026
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


