Quanto allarme e quanta preoccupazione si respira a sinistra dopo la vittoria della destra in Sassonia. La stessa agitazione sembra emergere anche in Italia di fronte alla crescita di Roberto Vannacci e del suo movimento, Futuro Nazionale. Dalla Schlein a Bersani, fino a Mario Monti, molti esponenti dell’area progressista e europeista sembrano guardare con crescente inquietudine all’ascesa del generale. E viene spontaneo chiedersi: perché
Vannacci fa così paura? In sostanza, i motivi sembrano essere tre. Il primo è il sovranismo e la sua critica all’attuale modello di integrazione europea. Monti è da sempre uno dei principali sostenitori dell’Unione Europea e del percorso di integrazione comunitaria. Vannacci, al contrario, propone un’Europa con meno poteri centralizzati e una maggiore sovranità per gli Stati nazionali. Per chi vede nell’UE l’orizzonte politico imprescindibile del continente, l’affermazione di queste idee rappresenta una minaccia all’attuale equilibrio europeo.
Il secondo riguarda la compatibilità con i principi costituzionali. Durante il confronto di Cernobbio, Monti ha sostenuto che alcune proposte di Futuro Nazionale sarebbero in contrasto con la Costituzione italiana, con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e con il principio della parità di genere. Un’accusa che Vannacci ha respinto con decisione, sostenendo che il programma del suo movimento sia pienamente democratico e conforme ai principi costituzionali.
Il terzo motivo, forse il più controverso, riguarda il continuo richiamo alla cosiddetta “retorica del fascismo”. Monti ha chiarito di non accusare Vannacci di voler ricostituire il Partito Fascista, ma di ravvisare nelle sue parole e nelle sue proposte alcuni elementi riconducibili a una narrazione nazionalista che, a suo giudizio, richiama aspetti dello spirito e della retorica del fascismo storico. Un’accusa che il leader di Futuro Nazionale respinge totalmente, ritenendola un’etichetta politica utilizzata per delegittimare le sue idee.
Dal punto di vista dei sostenitori di Vannacci, invece, le critiche di Monti e di altri esponenti dell’establishment sarebbero motivate da una ragione molto più semplice: il generale starebbe intercettando il consenso di una parte crescente degli italiani, delusi dalle élite tradizionali e dall’attuale costruzione europea.
In altre parole, Monti non sembra temere Vannacci come persona, ma il possibile successo politico delle sue idee. Idee che egli considera pericolose per l’assetto costituzionale italiano e per il progetto europeo. Vannacci, al contrario, interpreta questi attacchi come la reazione di un sistema che vede messo in discussione il proprio modello politico e culturale.
Leggi anche:
- Meloni-Vannacci, la premier sbaglia sul femminicidio
- Cernobbio, Vannacci è una volpe: Monti gli regala voti
C’è però un’altra domanda che, secondo molti, potrebbe mettere in difficoltà gli europeisti più convinti. Che cosa accadrebbe se, con la crescita di forze come Futuro Nazionale, si aprisse davvero un dibattito su un referendum riguardante il rapporto tra l’Italia e l’Unione Europea? Per i sostenitori di Vannacci, sarebbe l’occasione per verificare direttamente la volontà popolare e capire fino a che punto gli italiani condividano il percorso intrapreso da Bruxelles negli ultimi decenni. Per gli europeisti, invece, un simile scenario potrebbe rappresentare un rischio per la stabilità politica ed economica del Paese.
Di certo, la sola possibilità che temi finora considerati intoccabili possano entrare nel dibattito pubblico contribuisce ad alimentare tensioni e contrapposizioni. Ed è forse proprio per questo che la figura di Vannacci continua a suscitare reazioni tanto forti, sia tra i suoi sostenitori sia tra i suoi avversari.
Beppe Fantin, 8 settembre 2026
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).


