Vi giro un consiglio che mi è stato dato, per interpretare al meglio la riforma e farvi così un’idea precisa, che sia per un verso o per un altro. Seguite un semplice principio: tutto ciò che non è scritto nella Costituzione, non si può fare.
Nella Costituzione è o sarà scritto che verrà spazzata via la magistratura? No, allora non si può fare. Nella Costituzione è o sarà scritto che i giudici cambieranno il modo di interpretare le leggi? No, allora non accadrà. Nella Costituzione è o sarà scritto che la magistratura non sarà autonoma e indipendente? No, allora non si può fare. Nella Costituzione è o sarà scritto che la giustizia avrà tempi più veloci? No, allora non accadrà. Senza contare che a diverse di queste cose non si può mettere mano con una legge costituzionale.
Il mantra deve essere: se non è scritto nella Costituzione, non si può fare. E da qui tutto ciò che ne consegue in termini di attuazione, ma sempre in funzione di ciò che è scritto nella Costituzione. Certo, a patto che la si legga, sta cazzo di Costituzione.
Guglielmo Mastroianni, 16 marzo 2026
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


