Il day after del siluramento di due membri dello staff del ministero della Cultura non è indolore, per Fratelli d’Italia e Alessandro Giuli. E lo si capisce dai retroscena pubblicati sui giornali, Repubblica, il Corriere e non solo, che raccontano di una certa irritazione non solo in Fratelli d’Italia ma anche a Palazzo Chigi. Dove né Giorgia Meloni né Giovanbattista Fazzolari avrebbero gradito il siluramento di Emanuele Merlino (responsabile della segreteria tecnica del Mic) e Elena Proietti (capo della segreteria personale del ministro).
“Ma davvero lo ha fatto? Si vuole far cacciare? Ormai ha troppi nemici”, dicono in ambienti di FdI. E in effetti negli ultimi mesi al ministero della Cultura tira una brutta aria. Prima il caso Beatrice Venezi, stimata dalle Meloni, volto nuovo dell’arte non allineata a sinistra, fatta fuori dalla Fenice dopo mesi e mesi di polemiche. Dandola di fatto vinta a progressisti e sindacalisti. Poi la lite con Pietrangelo Buttafuoco per la Biennale di Venezia aperta “inevitabilmente” ai russi. E ora il siluramento di due membri dello staff, due non politici ma che fanno parte del “sistema” meloniano nei luoghi che contano. Senza contare la lite pubblica con Salvini proprio sulla Biennalle e la lo scontro nella chat del consiglio dei ministri. “Alessandro paga lo scotto di non essere un politico e queste sono le conseguenze: sì, pure questa ce la potevamo risparmiare”, si lamentano i colonnelli di FdI.
E infatti ieri il capodelegazione di FdI, Francesco Lollobrigida, ha confermato la stima nei confronti dei due funzionari silurati da Giuli. Quasi a sconfessare la mossa del ministro della Cultura. Perché qui il problema non sembra tanto il fatto in sé: i due troveranno un’altra occupazione col partito. Ma l’effetto che ha sui giornali la bufera al Mic, soprattutto in un momento in cui il governo cerca di “risalire” dopo la sconfitta al Referendum e le dimissioni di Santanché e Delmastro. Ed è proprio a loro che Giuli fa riferimento quando spiega alla sua cerchia che se Meloni ha cacciato due nomi così pesanti, figurarsi se lui non può mandare via parte dello staff che “non gode più della mia fiducia” in modo da “poter scegliere i collaboratori che ritengo più opportuni”.
Intanto altre ombre si allungano sul Mic. Pare infatti che possa essere a rischio anche la poltrona di Valentina Gemignani, a capo del gabinetto del ministero.
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Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI


