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Prove di regime (e di idiozia) - Seconda parte

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Se ci vuole, qui e ora, subito una società paleomarxista, presociale e preindustriale, perché i cantanti da sussidio statale pretendono soldi, prebende, sostegni? Ha scritto loro il giornalista Franco Zanetti dal suo portale rockol: va bene tutto, ma perché non vi date una mossa? Scrivete canzoni nuove, incidetele, fatele girare, smuovete le acque della pubblicità, del marketing, perché è l’unica strada. Zanetti ha ragione da vendere, ma i cantanti proletari sono più bravi, anche loro, come der Kommissar Arkuri, nelle pubbliche relazioni che nelle composizioni e pietiscono elemosine di stato, tutti, anche quelli con villa a Los Angeles.

Non siamo nel regime? Nel regime del conformismo e del delirio? Tutti sognano una società anticapitalista ma tutti chiedono soldi: forse crescono da soli nel Campo dei Miracoli della burocrazia, dei superkommissari, delle task force. O magari ce li dà l’Europa, dietro precise condizioni, si capisce. La pronuncia della Corte Costitizionale tedesca secondo cui le leggi e le ragioni tedesche prevalgono su quelle europee, rischia di scatenare una crisi di liquidità devastante e fatale per l’Italia, ma nessuno ne parla, il governo è troppo impegnato a seguire indicazioni cinesi che lo confondono ulteriormente, Mattarella è più eventuale di Kim Jong-un. Il cinismo dei firmaioli che benedicono perfino una pandemia pur di rilanciare la loro maleodorante ideologia realsocialista è rivoltante; Mattarella tace e affida avvertimenti ai suoi gazzettieri Mattarella tace.

Max Del Papa, 9 maggio 2020