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Puniscono le discoteche perché sono “di destra”

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Mentre noi stiamo dicendo tutte queste robe, c’è un’industria che muore ed è quella delle discoteche di cui non frega niente a nessuno, tranne al sottoscritto. E non tanto perché ci vado in discoteca, non ci vado più, ma perché voglio denunciare il principio secondo cui oggi in italia il Cts sta lì con la bacchetta e decide chi può e chi non può lavorare.

Qui a Parigi sono tutti aperti, altro che green pass. Ci sono assembramenti da tutte le parti. E allora voi potete dire: “Siete degli irresponsabili, state morendo”. Va bene. Ma se noi siamo degli irresponsabili, allora voi cercate di essere responsabili anche negli altri campi. Perché qua mi sembra che l’unico campo in cui si chiede di essere responsabili è quello delle discoteche.

In Italia sono ancora ferme al palo ed è una cosa che mi fa venire il sangue al cervello. Perché sono chiuse non già per il ruolo che avrebbero nel diffondere la malattia, ma perché vengono considerati posti ludici dove ci va gente di destra che vuole divertirsi. Questo è il problema. Solo questo è il cazzo di problema. Perché puoi andare negli autobus, puoi andare a scuola, puoi andare anche nei cinema, puoi andare ovunque, ma non puoi andare in discoteca.

Il moralismo del lasciapassare è una cosa che dobbiamo contrastare non per favorire le discoteche, di cui me ne fotte relativamente, ma perché è un principio. Altrimenti domani che cosa possiamo dire? Che non diamo il lasciapassare per andare a fare sesso? Io temo veramente che ci siamo assuefatti, e questo è il veleno di due anni di lockdown mentale, al fatto che ci siano dieci persone che possono decidere, in qualsiasi parte del mondo, cosa fare e cosa non fare. È inaccettabile.

Nicola Porro, 29 settembre 2021