Colpo di scena a Mosca. Nel giorno della Parata della Vittoria, quella che celebra la sconfitta dei nazisti e che quest’anno si è svolta in maniera “light, il presidente Vladimir Putin ha annunciato – di fronte ai giornalisti – che la guerra in Ucraina sta volgendo al termine.
Bisognerà capire se alle parole seguiranno i fatti. Proprio oggi infatti il Cremlino (non Putin direttamente, a dire il vero) avevano negato che la tregua di tre giorni disposta su richiesta di Donald Trump potesse essere estesa, come auspicato dal Tycoon. Quindi è probabile che alla scadenza dei termini le operazioni ricominceranno. Tuttavia è la prima volta che lo Zar parla della sua “operazione speciale” in questi termini.”Credo che il conflitto in Ucraina stia volgendo al termine”, ha spiegato l’inquilino del Cremlino dicensodi “pronto a incontrare” il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, “una volta che sarà stato siglato un accordo”.
Dal canto suo, anche il leader ucraino è disposto ad un incontro tra leader. L’unica condizione posta da Kiev è che la riunione non venga convocata a Mosca. Lo ha spiegato Serhiy Leshchenko, consigliere dell’ufficio del presidente ucraino, che “è pronto a incontrare Putin ovunque, ma non a Mosca, perché Mosca è la capitale di uno stato aggressore. Un simile formato di negoziati è impossibile”. Già in passato si era parlato di un possibile incontro negli Stati Uniti o in Medio Oriente.
Sul tavolo al momento c’è solo la proposta, avanzata da Trump, di dare il via ad un massiccio scambio di prigionieri. A quanto pare, però, la trattativa è in stallo. “Contiamo sulla risposta della parte ucraina alla proposta avanzata dal presidente degli Stati Uniti. Purtroppo, finora non abbiamo ancora ricevuto alcuna proposta”, ha detto Putin ai giornalisti.
Nel suo discorso alle truppe in occasione della parata, Putin aveva come scontato rivendicato la correttezza dell’aggressione all’Ucraina. “La grande impresa della generazione di vittoriosi ispira i guerrieri che che oggi svolgono la loro missione come parte della operazione militare speciale”, ha detto il leader russo, ricordando che i soldati di oggi “stanno resistendo alla forza aggressiva che è armata e sostenuta dall’intero blocco della Nato”.
Lo Zar ha poi commentato la proposta del presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, di avviare un dialogo tra Unione Europea e Russia. Dopo anni di tensioni e accuse reciproche, il Cremlino sembra pronto a tendere la mano. La Russia, ha detto lo Zar, “non ha mai rifiutato” negoziati. E ora potrebbe riprenderli. “Come candidato al ruolo di negoziatore – ha aggiunto Putin – preferirei l’ex cancelliere tedesco Schroeder. Altrimenti, che scelgano loro un leader di cui si fidano”.
Articolo in aggiornamento
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


