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Qual è il segreto di Jannik Sinner

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Con il trionfo agli Australian Open Jannik Sinner ha riscritto la storia del tennis italiano entrando di diritto a soli 22 anni nel gotha dello sport azzurro. Erano quasi 50 anni che un italiano non conquistava un torneo del Grande Slam, impresa riuscita per l’ultima volta ad Adriano Panatta nel 1976 al Roland Garros. Prima di lui Nicola Pietrangeli aveva colto una prestigiosa doppietta tra il 1959 ed il 1960 sempre sulla terra rossa parigina.

Dopo un 2023 da incorniciare, in cui ha vinto il suo primo Master 1000 (a Toronto), raggiunto il numero 4 della classifica ATP (best ranking di sempre) e trascinato l’Italia in Coppa Davis, il 2024 di Sinner non poteva aprirsi in modo migliore. Con la vittoria agli Australian Open, oltre a mettere in bacheca uno dei trofei più prestigiosi del tennis mondiale, il fuoriclasse di Sesto Pusteria guadagna punti preziosi nella classifica ATP, mettendo nel mirino il terzo posto (attualmente occupato da Medvedev) ed accorciando in modo deciso il gap da Djokovic e Alcaraz, rispettivamente n. 1 e n. 2 del ranking mondiale.

Sul veloce di Melbourne, Jannik ha svelato il suo segreto: è in grado, se vuole, di giocare un tennis totale, dando dimostrazione di una solidità pazzesca e accreditandosi come il giocatore più forte del momento. Colpisce la crescita esponenziale di questo ragazzo. Sotto il profilo tecnico ha ampliato il proprio ventaglio di soluzioni di gioco, guadagnandone in termini di imprevedibilità e limitando la capacità di lettura del suo tennis da parte degli avversari. Ma è a livello di personalità e di mentalità che Sinner ha fatto un salto di qualità incredibile. In tal senso il cammino agli Open di Australia è emblematico nel rappresentare il processo di maturazione di un campione a tutto tondo, in grado di gestire con lucidità anche i passaggi critici e rimanere sempre aggrappato ai match.

Dopo aver sostanzialmente demolito tutti gli avversari incontrati sulla sua strada senza concedere loro neppure un set, l’incrocio in semifinale con Novak Djokovic, era sfida da far tremare le vene e i polsi, sia per il palmares incredibile del serbo (24 titoli dello slam in bacheca) che per la sua maggiore abitudine a sfide di questo peso specifico. Sinner ha giocato un primo ed un secondo set fantastici, annichilendo Nole e mandandolo fuori giri; dopo aver ceduto il terzo al tie break (primo set perso in tutto il torneo), l’azzurro non ha subito alcun contraccolpo ed ha ripreso la sua marcia nel quarto set, portando a casa il match con grande autorevolezza.

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Che dire poi della finale con Medvedev? Sotto due set a zero e con l’inerzia tutta a favore del russo, Jannik è riuscito a ribaltare una partita che sembrava compromessa e con grande determinazione e freddezza ha concluso una rimonta epica conquistando il suo primo slam dopo oltre 4 ore di battaglia sul veloce della Rod Laver Arena.

In tanti hanno visto nella sfida in semifinale con Djokovic una sorta di passaggio di consegne tra il serbo, attuale n.1 ATP, e l’azzurro, candidato forte per raccoglierne l’eredità in vetta alla classifica; se da un lato appare ancora prematuro parlare di fine imminente del regno di Nole, va allo stesso tempo sottolineato come negli ultimi mesi, proprio al cospetto del serbo, Jannik abbia preso piena consapevolezza dei propri mezzi e della propria forza.

Dopo aver subito 3 sconfitte consecutive nelle prime sfide giocate con Djokovic (doloroso l’epilogo dei quarti a Wimbledon nel 2022 in cui Sinner perse al quinto dopo essere stato avanti due set a zero), negli ultimi 4 incroci l’azzurro ha prevalso in ben 3 occasioni, portando a casa sfide fondamentali quali la semifinale di Davis o il penultimo atto degli Open di Australia. Ora, dopo aver conquistato il primo titolo dello Slam, Jannik vuole proseguire la sua rincorsa al vertice del tennis mondiale puntando senza indugi a quel n. 1 del ranking ATP che comincia a mettere nel mirino.

In questa ottica sarà fondamentale per Sinner recitare un ruolo da protagonista nei prossimi Master 1000 americani di marzo, sul veloce di Indian Wells e di Miami, tornei nei quali Jannik dovrà “difendere” punti pesanti avendo raggiunto nella scorsa stagione rispettivamente semifinale (persa con Alcaraz) e finale (battuto da Medvedev). Resta maggiormente un’incognita la stagione sulla terra rossa, la superficie tradizionalmente più ostica per Jannik e sulla quale siamo curiosi di capire se riuscirà a praticare quel tennis totale cui ci ha abituato sul veloce. Archiviato il Roland Garros (2° Slam dell’anno) ci tufferemo prima nella stagione sull’erba che culminerà con Wimbledon (3° Slam stagionale) a luglio per poi intraprendere sul cemento nordamericano la marcia di avvicinamento agli US Open, ultimo torneo stagionale dello Slam che si disputa a New York tra fine agosto ed inizio settembre.

Con un Sinner così il tennis e lo sport italiano possono sognare. Jannik è pronto per scrivere nuove pagine di storia e vederlo in vetta alla classifica ATP – impresa mai riuscita a nessun tennista italiano nella storia – già in questo 2024 non sembra assolutamente utopia.

Enrico Paci, 30 gennaio 2024

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