Commenti all'articolo Quei dati che smentiscono la Fed e danno ragione a Trump

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Enrico
Enrico
8 Maggio 2019 11:52

L’articolo originale mette in discussione la validità della curva di Phillips, cioè la (presunta) relazione tra inflazione e disoccupazione. Onestamente, si sapeva già che si tratta di una relazione fallace ( http://ride-bene-chi-ha-buon-senso.blogspot.com/2017/12/inflazione-e-disoccupazione_28.html ). Ammetterlo potrà forse essere un problema per i keynesiani più incalliti – tra cui quelli che scrivono per il NYT, come P. Krugman – ma non certo per gli economisti di altra formazione. Ciò detto, l’inflazione a marzo toccava l’1.9% su base annuale ( https://www.inflationdata.com/inflation/inflation_rate/historicalinflation.aspx ) quindi perfettamente in linea col tipico obiettivo delle Banche Centrali: stare leggermente sotto al 2%. Non mi risulta ancora il dato di aprile ma, anche se fosse 1.6%, non si vedrebbe comunque il motivo per cui la Fed debba abbassare i tassi d’interesse come richiesto da Trump. Al contrario: visto che le cose stanno andando meglio del previsto (almeno secondo i criteri standard), bisognerebbe aumentare il ritmo di rientro dalle politiche eccezionali adottate durante la crisi. Quindi riportare i tassi a livelli più elevati e ridurre la quantità di moneta. Concludo col notare che, in presenza di aumenti di produttività, i prezzi dovrebbero calare ( http://ride-bene-chi-ha-buon-senso.blogspot.com/2016/01/gli-errori-dellinflazionismo-12.html ). Il fatto che stiano aumentando ad un ritmo vicino al 2% annuale significa che la politica monetaria è più espansiva del necessario. In sostanza: questi dati smentiscono Trump molto più che la Fed (ed… Leggi il resto »

Keoma Braga
Keoma Braga
8 Maggio 2019 9:16

Gli economisti dovrebbero essere il braccio della politica cercando di portarne avanti le idee. Non sono e non dovrebbero essere politici. Abbiamo visto i risultati dell italia e dell europa che ha ottenuto ascoltando i pareri politici degli economisti

Giacomo
Giacomo
7 Maggio 2019 19:21

Bene che prosegua la frattura culturale portata da Donald Trump.
Che commenti… non ho parole.

Ivo Biavaschi
Ivo Biavaschi
7 Maggio 2019 17:45

Il Prof. Antonio Martino, economista della scuola del grande Nobel Milton Friedman, scrisse qualche anno fa, ma sono certo lo ripeterebbe oggi che:
gli economisti non sono capaci di prevedere il futuro della economia, se lo fossero sarebbero tutti
ricchissimi, invece per sostenersi devono adattarsi a qualche stipendio da insegnante.

Davide V8
Davide V8
7 Maggio 2019 17:44

Su questo articolo devo essere critico anche io. L’irresponsabilità monetaria ha caratterizzato la politica monetaria USA da metà anni ’90 circa, causando ripetuti disastri e squilibri ancora oggi evidentissimi. I principali problemi, di cui Trump è diventato portavoce, hanno queste cause. Non ci si può certo lamentare di un minimo (davvero minimo) tentativo di normalizzazione. Anzi, è proprio Trump che dovrebbe denunciare questo schifo statalista degli ultimi 25 anni, e cercare di risolverlo. Ma temo non abbia nè la cultura nè i consiglieri adatti (come ebbero invece Reagan e Thatcher) per capirlo. – Nel merito, ci sono da dire un paio di cose: -inflazione, recessione e crisi non scoppiano necessariamente subito. Magari covano qualche anno. Ma poi esplodono. La creazione di eccessivi squilibri va evitata PRIMA che sia troppo grande: ricordate che le recessioni generalmente “sorprendono” un po’ tutti. -le rare volte in cui non esplodono, come nel caso giapponese, forse è anche peggio, perchè ogni forza di mercato è stata imbrigliata dal regolatore e ci si avvia al socialismo reale. Che, come conseguenza, comporta non crescita nel lungo termine, e quindi impoverimento sempre più grande. In ogni caso su queste cose occorre prudenza, perchè molti fattori non sono chiari nè spiegati. Purtroppo i soviet-Harvard non hanno intenzione nè interesse a farlo. Farlo richiederebbe grande impegno, ingegno, e risorse, ma… Leggi il resto »

Giacomo Cambiaso
Giacomo Cambiaso
7 Maggio 2019 14:55

Oggi pessima zuppa internazionale. Primo non si capisce perché mai Trump abbia ragione e la Fed torto, forse l’articolo originale ci prova a spiegarlo, ma in questo riassunto/commento davvero non è per nulla chiaro. Non ho letto l’articolo originale, ma presumo il suo capo saldo sia la retorica sulla new normality. Allora facciamo un minimo di chiarezza, con un tasso di disoccupazione così basso ed un inflazione all’1,6 direi che sembrerebbe aver ragione chi dice che i tassi possano, e debbano, continuare a normalizzarsi, altrimenti si conclamerebbe la giapponizzazione dell’economia usa. Ancora c’è qualcuno convinto che usare la stampante monetaria porti inflazione? Evidentemente non ha seguito nulla ne qui, ne negli usa ne tantomeno in giappone, ma sarebbe l’ora di svegliarsi e prendere atto della realtà che non è cosi, l’unica inflazione che porta è debito, quello che da noi viene spacciato regolarmente come il peccato dei peccati (giustamente). Poi vorrei far notare che Trump si è fatto eleggere con un manifesto opposto a questa sua posizione recente, una vera inversione ad U, tanto quanto che il partito repubblicano tutto dovrebbe essere fuorché keynesiano. Porro fai tanto la predica sulla statalismo, ma cosa credi che sia la politica monetaria della Fed? O quella della bce e della boe, tassi zero, qe vari, ecc…STATALISMO della peggiore specie, nazionalizzazione del debito, roba… Leggi il resto »