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Quel concorso farsa sui presidi - Seconda parte

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Non è stato solo distrutto un sogno, ma un progetto di vita. È stata tolta un’opportunità per varie ragioni unica ed è stato fatto con una procedura fatta passare per regolare e legittima, sebbene siano ben tutti consapevoli di ciò che è realmente avvenuto”.

Il 15 ottobre c’è l’udienza al Consiglio di Stato: qualche volta i miracoli succedono. In caso contrario, resterà l’ennesima bellissima storia italiana, anzi italovivagrillopiddina: quella di un ministro che si autopromuove preside in un concorso rigurgitante di situazioni sospette, puntellato da emendamenti di partiti alleati, consacrato da un Consiglio di Stato che ritiene prevalente la ragion di stato, anzi di ministra. Una di quelle che ha fatto strada sbraitando “onestà onestà”, campana di vetro, lotta alla kasta, ai privilegi, alle furberie. Beh, non è sempre la solita dannata vecchia storia?

Max Del Papa, 26 settembre 2020