Politica

Quel Renzi lì non esiste più

Il leader di Italia Viva è la bruttissima copia del Matteo che guidava il Pd e che varò il Jobs Act

Matteo Renzi © STILLFX tramite Canva.com
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È nei momenti più bui che lo specchio riflette l’immagine più nitida di noi stessi. Vale anche in politica, anzi, vale soprattutto in politica, nel luogo dove più di qualunque altro il confine tra verità e menzogna si affievolisce. Sono tanti i leader che si sono persi, o meglio, sono pochi quelli non l’hanno fatto, e pochi sono quelli che sono riusciti a preservare una certa dignità. Tra quei tanti Matteo Renzi rappresenta l’esempio più emblematico ed attuale.

Il leader di Italia Viva è infatti capo di un partito che ruota attorno al 2% eppure non si può dire che non gli venga concessa una certa visibilità. Più sicuro della morte c’è solo la quasi quotidiana intervista a Renzi. Il quale però ormai sembra un po’ come quell’alcolico che all’inizio piace tanto, ma che a forza di abusarne solo l’aroma suscita i conati. Una condizione che Matteo non sembra riuscire ad accettare, motivo per cui – forse – sfoga tutta la sua frustrazione su Giorgia Meloni.

Renzi vede complotti ovunque. L’ultimo nelle critiche -peraltro piuttosto tiepide- che gli sono state mosse dall’amministratore delegato di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, interpretate come “un’aggressione alla persona” su mandato di Palazzo Chigi. Da qui l’interruzione della sua collaborazione con Mondadori.

A dire il vero non è un bello spettacolo vedere un ex Capo di Governo ridursi a tanto. Renzi, in fin dei conti, fece anche delle cose buone, come si suol dire. Fece approvare delle riforme importanti, quali Jobs Act, unioni civili, riforma 4.0, aveva dato un volto più serio e pragmatico alla sinistra italiana. Insomma, non si può dire che non avesse una visione politica. Però quel Renzi lì non esiste più: quello odierno appare una trottola in cerca di consensi, un misto tra egocentrismo, arroganza, ipocrisia e vittimismo. Renzi rappresentava la sinistra più rispettabile degli ultimi anni. Ora non più.

Massimiliano Bertagna, 15 luglio 2025

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