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Quelli che non riescono a dire “islamico” - Seconda parte

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Certamente, contrastiamo il terrorismo “di qualsivoglia matrice”, ci mancherebbe. Dobbiamo essere implacabili con i numerosi decapitatori che declamano l’Ave Maria, i numerosi bombaroli che si fanno saltare in aria urlando “Buddha è grande!”, i numerosi attentatori che falcidiano vite europee in nome di Confucio. Però ecco, forse accennare che nel caso di Nizza incredibilmente, contro ogni pronostico in base alle tetre cronache ultradecennali del terrorismo, il criminale fosse ISLAMICO, poteva essere un dettaglio non del tutto trascurabile.

Ah sì, ci sarebbe da aggiungere che perfino il Papa, di fronte al luogo di Dio violato, sbianchetta il termine sgradevole, ma trattandosi di un Pontefice che nell’ultima enciclica ha citato come autorità spirituale ed esempio di “convivenza” il Grande Imam Ahmad Al-Tayyeb, che ha invitato più volte i “buoni musulmani” a sostenere gli “attacchi di martirio” contro i civili israeliani, siamo in presenza di una non-notizia.
In ogni caso, e finché possiamo, scriviamolo noi, spelacchiati gattacci liberal-fallaciani: il terrorista di Nizza era I-SLA-MI-CO.

Giovanni Sallusti, 29 ottobre 2020