Chiesa

Questa è una buona notizia

Le mosse di Meloni e Leone XIV possono riportare Roma al centro del mondo

Meloni papa leone XIV Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Che piaccia o meno a opposizioni, eurocrati di stanza a Bruxelles e “volenterosi” anglo-franco-tedeschi, l’Italia di Giorgia Meloni oggi è tutto fuorché isolata. Lo dimostra ampiamente l’incontro trilaterale tenutosi nei giorni scorsi a Palazzo Chigi con il vice presidente degli Stati Uniti d’America JD Vance, il presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen e la stessa Meloni, che testimonia chiaramente la ritrovata centralità di Roma negli equilibri geopolitici internazionali.

La conferma di quanto cruciale sarà il ruolo che dovrà interpretare l’Italia sulla scena geopolitica globale arriva direttamente dal vice di Donald Trump, che prima dell’incontro di Palazzo Chigi ha ufficialmente riconosciuto a Giorgia Meloni il ruolo di collante nelle relazioni diplomatiche tra Unione europea e Stati Uniti: “Una delle cose che Giorgia Meloni si è offerta di fare, e il presidente Trump ed io siamo felici di accettare, è quella di costruire ponti tra Usa e Europa”. Del resto, già un mese fa, in occasione della visita ufficiale del presidente del consiglio italiano a Washington, Donald Trump aveva lasciato intendere che il processo di ricostruzione dell’Occidente, tanto caro ai repubblicani Usa, non sarebbe potuto non passare da Roma e da una ritrovata leadership euro-americana nel Mediterraneo. E se nel nuovo ordine globale immaginato dagli Usa l’Italia rappresenterà l’anello di congiunzione necessario per restituire unità e coesione all’Occidente in vista delle complesse sfide presenti e future che le potenze globali saranno chiamate a giocare, l’azione diplomatica del Vaticano potrà finalmente risultare decisiva nel tentativo di tessere le auspicate tele di pace, dapprima ad est del vecchio continente e, dopodiché, anche nella martoriata regione mediorientale.

Sfumato malamente il summit Istanbul, e con esso i diversi tentativi di mediazione compiuti da Erdogan, la Santa Sede si propone adesso come attore neutrale per gestire i colloqui finalizzati al raggiungimento di una pace duratura tra Mosca e Kiev. Dopo l’incontro tra Leone XIV e Volodymyr Zelensky in occasione dell’insediamento del nuovo pontefice, il Vaticano ha infatti incassato il beneplacito da parte dell’amministrazione Usa e della stessa presidenza ucraina per divenire la sede ufficiale dei colloqui di pace nell’ambito delle trattative relative al conflitto russo-ucraino, come peraltro confermato dalle parole del segretario di Stato americano Marco Rubio: “Il Vaticano è certamente un luogo dove entrambe le parti sarebbero a loro agio”. Adesso, ottenuto il sì della Casa Bianca, manca giusto un segnale di apertura dal Cremlino, che però oggi con Lavrov sembra restio all’ipotesi vaticana.

Comunque sia, a prescindere da quelle che saranno le scelte di Mosca, la posizione della Santa Sede appare oggi parecchio rafforzata e ben distante da quel convulso immobilismo che aveva contraddistinto il recente passato, tipico di chi, come il predecessore di Leone XIV, si é troppo spesso limitato a teorizzare astrattamente una pace fondata esclusivamente sul “coraggio” della resa.

Salvatore Di Bartolo, 23 maggio 2025

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis)

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Sedute Satiriche di Beppe Fantin - Vignetta del 17/04/2026

La sfida del campo largo

Vignetta del 17/04/2026