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La guerra e l'informazione

“Questa si chiama propaganda”. Capuozzo sferza i giornali sull’Ucraina

Lo storico inviato di guerra torna sulla “resa” dei miliziani dell’Azovstal: “Perché chiamarla evacuazione?”

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In questi tempi di liste di proscrizione, porsi anche solo delle domande o dei dubbi diventa pericoloso. Nel senso che nel giro di cinque minuti rischi di diventare il “putiniano” di turno, con tutto quello che ne consegue. Lo sa bene Toni Capuozzo, che però non ha mai smesso di interrogarsi su quello che succede in Ucraina e soprattutto di segnalare a tutti, colleghi compresi, che la propaganda non c’è solo da parte russa ma anche dalle parti di Zelensky.

Ieri sera, durante l’ultima puntata di Quarta Repubblica, lo storico inviato di guerra è tornato a ribadire le sue tesi. “C’è propaganda da parte russa, ma anche da parte ucraina – ha detto – C’è una differenza sostanziale ovviamente tra la propaganda dell’aggressore e quella dell’aggredito, ma sempre propaganda è. Faccio un esempio concreto: 2.500 combattenti si arrendono dall’Azovstal ed è positivo perché si è evitato un massacro. I grandi giornali italiani titola la cosa come ‘evacuazione’, ma quella in Italiano è una ‘resa’. Perché chiamarla ‘evacuazione’? Per ragioni di propaganda”. Capuozzo ce l’ha con tutti. “Hanno usato il linguaggio della propaganda”.