In occasione della Giornata internazionale delle persone anziane del 1° ottobre, Strasburgo è stata per diversi giorni tappezzata di cartelloni promozionali con lo slogan “Strasburgo – La dolcezza della città”. La campagna presentava otto ritratti di cittadini anziani, scelti per rappresentare la diversità sociale e culturale della popolazione. Con questa iniziativa, il Comune intendeva trasmettere un’immagine della città come luogo accogliente, inclusivo e attento a tutti i suoi abitanti, a prescindere dalle loro origini o convinzioni religiose.
Tra i volti scelti infatti, troviamo anche quello di Nacera, 66 anni, ritratta con un ampio sorriso e un velo islamico giallo. La sua immagine però ha generato una forte ondata di reazioni, in particolare da parte di esponenti della destra e di ambienti laici radicali che accusano la sindaca verde, Jeanne Barseghian, di voler finanziare la propaganda islamista.
La prima ondata di indignazione è arrivata dall’estrema destra. Alice Cordier, attivista e direttrice del collettivo Némésis, ha scritto sui social: “Strasburgo, con un sindaco vergognoso che espone una donna che indossa un simbolo di oppressione e disuguaglianza”. A fare eco alla protesta è stata Emmanuelle Brisson, ex candidata dei Républicains, che ha denunciato: “Una città che sceglie una donna velata per rappresentare la sua ‘dolcezza’ è una città che rinnega la laicità. Vergogna a Strasburgo per aver finanziato questa propaganda islamista”.
Ma le critiche non sono arrivate solo dalla destra. Il collettivo Les CitadElles, che riunisce attiviste femministe universaliste e laiche, ha condannato quella che definisce “la banalizzazione dell’uso del velo”, parlando di “un’avanzata dell’islamismo che segna il territorio”.
Di fronte alla crescente polemica, l’esecutivo comunale ha reagito. Il primo vicesindaco, Syamak Agha Babaei, ha dichiarato: “Seguo questa polemica con stupore. Le persone ritratte nella campagna sono tutte attive nella vita cittadina: collaborano con associazioni, sono ex dipendenti pubblici. Davvero una donna di Strasburgo dovrebbe essere esclusa dallo spazio pubblico solo perché indossa il velo?”.
Tuttavia, secondo alcuni osservatori, la campagna sarebbe anche un segnale politico in vista delle elezioni comunali del marzo 2026: una mossa per attirare nuovi elettori. La sindaca ecologista Jeanne Barseghian, eletta nel 2020, non è nuova a iniziative controverse. Il suo mandato è già stato segnato da vicende che hanno avuto risonanza internazionale, come il rifiuto di firmare una risoluzione contro l’antisemitismo e la sospensione di un gemellaggio con una città israeliana. Scelte che, secondo i critici, rientrano in una strategia più ampia: la strumentalizzazione della causa palestinese a fini politici.
Cristina de Palma, 30 settembre 2025
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