Caffè avvelenato

Qui viene giù tutto

Ogni giorno un po' di veleno sulle cose del mondo

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Qui al bar saremo anche dei sempliciotti, ma stavolta non ci lasciamo turlupinare: lo scandalo Epstein è lo scandalo delle élite progressiste, forse lo scandalo del secolo, quello che, pian piano, rischia di tirarle giù tutte. Stanno provando a evocare lo spettro di Donald Trump (mancano le prove su di lui, dicono; bene, quando qualcuno le farà uscire ce ne occuperemo volentieri), o a far passare Jeffrey Epstein per una specie di fascista.

La realtà è che il contraccolpo per le pruriginose scoperte sulla rete del finanziere pedofilo ha investito in pieno le classi dirigenti della sinistra: dai Clinton al presidente del Forum di Davos, che si è dimesso ieri dal suo incarico; dal fratello del re d’Inghilterra all’ex ambasciatore Peter Mandelson, la cui caduta ha messo in guai serissimi anche il premier britannico laburista, Keir Starmer.

Basta fare una carrellata nelle foto pubblicate dal Dipartimento di Giustizia Usa, fermo restando che una foto insieme a Epstein non equivale alla testimonianza di un crimine e che nemmeno quello che Epstein e i suoi si dicevano per mail su vari personaggi non è per forza la verità. Messo a nudo nella sua cinica oscenità, si sta sgretolando un sistema di potere, anzi, “il” sistema di potere che ha traghettato l’Occidente dalla fine della guerra fredda fino al risveglio dal sogno della fine della Storia. Un classico esempio di moralisti scivolati sulla morale. Qui, sicuramente, sta finendo una storia. Per i suoi protagonisti, non benissimo.

Il Barista, 27 febbraio 2026

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