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Quirinale, la sfida per il Colle: il secondo scrutinio (DIRETTA VIDEO)

Dopo la fumata nera del primo giorno, si riparte con il voto dei grandi elettori. Ieri 672 schede bianche

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Diretta canale satellitare della Camera dei deputati

Tutto come da pronostico. La prima votazione per eleggere il Presidente della Repubblica si è rivelata un nulla di fatto. Ben 672 schede bianche, ovvero la maggioranza dei due terzi dopo la morte di un deputato, e una miriade di “voti dispersi” con i nomi più disparati. Da Claudio Lotito a Giuseppe Cruciani, passando per Amadeus, Bruno Vespa (“troppi franchi tiratori”, ha scherzato) e Alberto Angela. Oggi alle 15 si riparte con un nuovo giro: qui sopra la diretta delle operazioni di voto.

Le trattative in corso

I contatti tra i leader politici intanto proseguono. Ieri Matteo Salvini ha avuto interlocuzioni con Letta e Conte. È andato anche a Palazzo Chigi da Mario Draghi. Il centrodestra assicura di avere una rosa di nomi di “alto profilo” che presto verranno sottoposti al centrosinistra dopo una conferenza stampa. Ma siamo ancora alle battute iniziali. “Salvini ha l’asso in mano – dice Matteo Renzi – deve solo decidere quando calarlo”. Se sbaglia i tempi, è il ragionamento del leader di Iv, rischia di fare “la fine di Bersani”, che sui franchi tiratori d Romano Prodi perse la faccia.

I nomi in campo

I quirinabili, per il momento, restano gli stessi di ieri. In cima alla lista c’è ovviamente Mario Draghi, che però rischia di pagare l’opposizione della Lega. “I nomi li fanno i partiti, non Palazzo Chigi”, ha fatto notare stamattina il leghista Molinari. Poi c’è Pierferdinando Casini, che oggi su Instagram ha pubblicato una fotografia amarcord da giovane militante della Dc. Non sono da escludere poi Elisabetta Alberti Casellati, Marcello Pera e Gianni Letta. Più indietro nelle quotazioni anche Marta Cartabia e Elisabetta Belloni, che però potrebbero aspirare a Palazzo Chigi qualora Draghi traslocasse al Colle. Il terzo incomodo è infine Franco Frattini, raccontato dai media come possibile asso nella manica di Salvini, che però è già sulla graticola per presunte posizioni filorusse. Non a caso Renzi, stamattina, ha sottolineato che il prossimo presidente dovrà avere un assoluto pedigree atlantista.

Chi può essere eletto (e come si vota)

Possono puntare al Colle più alto di Roma solo i cittadini italiani che abbiano compiuto i 50 anni di età e godano dei diritti civili e politici. Il Parlamento si riunisce in seduta comune alla Camera sotto la guida del presidente Roberto Fico, che ha convocato il secondo giro di votazioni per oggi pomeriggio alle 15.

La platea dei cosiddetti “grandi elettori” è composta dai senatori a vita, dai parlamentari (deputati e senatori) oltre che da 58 delegati regionali scelti dai consigli di tutte le Regioni, tre per ognuna ad eccezione della Valle d’Aosta che ne invia soltanto uno. Totale: 1.009 grandi elettori, tornati tali dopo la morte del forzista Vincenzo Fasano subito sostituito da Rossella Sessa.

Nei primi tre scrutini, per essere eletto il candidato presidente dovrà puntare ad un consenso molto ampio, ovvero i due terzi dei votanti: sostanzialmente 673 voti. Un obiettivo ambizioso, soprattutto per un parlamento così frastagliato. Forse, solo Mario Draghi e il Mattarella Bis potrebbero riuscirci. Dal quarto giro in poi, invece, sarà necessaria solo la maggioranza assoluta degli aventi diritto: il 50%+1, dunque 505 voti. Il quorum non cambia in base a chi si presenta in aula.

Le operazioni di voto

Fino a sette anni fa, alla Camera venivano montanti i cosiddetti “catafalchi” e i “grandi elettori” venivano chiamati a scrivere la loro preferenza su un foglio per poi depositarlo in dei cesti di vimini. Causa coronavirus, le cose sono cambiate un po’. Intanto ci sarà un solo scrutinio al giorno, per evitare di accavallare troppo la presenza di persone a Montecitorio. Gli elettori verranno poi divisi in gruppi di massimo 50 persone, così da sanificare le cabine (realizzate nuove per l’occasione senza tendine).

Discorso a parte per i positivi al coronavirus o quelli in quarantena preventiva. Il governo ha emanato un decreto apposito per permettere loro di partecipare all’elezione del presidente della Repubblica e nel parcheggio adiacente alla Camera dei Deputati, in via della Missione, è stato allestito un seggio speciale. Lì i circa 30 “grandi elettori” infetti potranno comunque consegnare la loro scheda”. L’unica “esclusa” dal voto è Sara Cunial: no vax e contraria al green pass, non vuole farsi un tampone per entrare alla Camera. Paradosso tutto italiano: lei, sana, non può votare; i positivi e i grandi elettori in quarantena, invece sì.