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Quirinale, Pd nel panico: “Abbiamo una certezza…”

Si avvia la partita per il Quirinale. E i dem sono ormai certi: “Il prossimo Presidente non sarà del Pd”

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A quarantatre giorni dall’apertura del seggio elettorale – la prima seduta comune per l’elezione del successore di Sergio Mattarella potrebbe essere il 19 gennaio – nel Transatlantico di Montecitorio c’è una sola certezza: «Il prossimo capo dello Stato non avrà la tessera del Pd». Non è una battuta di Matteo Salvini, ma si tratta di un ragionamento che ormai in tanti fanno ai piani alti del Nazareno.

È vero, forse uno come Paolo Gentiloni potrebbe uscire dal cilindro attorno alla decima votazione. Ma è uno scenario difficile in un Parlamento balcanizzato come quello odierno. «Non siamo più nel 2013 o nel 2015, il quadro politico è cambiato, la maggioranza dei grandi elettori sta da un’altra parte. Dobbiamo rassegnarci, la nostra unica chances resta la conferma di Sergio Mattarella». A meno di colpi di scena, l’attuale inquilino del Colle si è espresso più volte su un eventuale bis, escludendolo categoricamente.

Dopodiché c’è un altro fatto: il playmaker Matteo Renzi ha un solo obiettivo: «Farà di tutto per impedire l’elezione di un vecchio arnese della Ditta». Ecco perché Osvaldo Napoli, uno dei parlamentari più esperti nei giochi del Palazzo, ripete continuamente: «Diceva Giambattista Vico, corsi e ricorsi storici. Renzi vuole dare le carte sul Quirinale, così come ha fatto per la nascita del governo Draghi. E, dunque, si serve di ogni occasione, anche della proposta di legge sulle lobby, per far sapere che sarà lui il protagonista della corsa al Colle…».

Il messaggio al Pd è arrivato forte e chiaro. Ora si aspetta la contromossa di Letta e company.

Antonio Russo, 7 dicembre 2021