La notizia è ormai vecchia di qualche giorno ma approfondire, soprattutto di questi temi, vale sempre la pena. Un gruppo di ragazzini dai 12 ai 15 anni in ritorno dalle vacanze, si trattava di una colonia estiva, è stato fatto scendere da un aereo della Vueling in partenza da Siviglia con destinazione Parigi. In un comunicato stampa la Vueling ha difeso il personale di bordo che avrebbe agito con l’esclusivo obiettivo di fermare un comportamento che impediva l’integrità del volo e la sicurezza degli altri passeggeri. La compagnia ha precisato che il gruppo di adolescenti ha addirittura manipolato indebitamente materiale di emergenza al punto da dover far attivare i protocolli di sicurezza e far intervenire la Guardia Civil che prima ha ammanettato una ragazza di 23 anni che accompagnava i ragazzini e poi ha fatto sbarcare l’intero gruppo. La versione della Vueling si scontra però con le testimonianze degli altri passeggeri che a caldo hanno riportato che i ragazzini stavano solo cantando delle canzoni in ebraico. Questo il punto, canzoni in ebraico, bambini ebrei che vanno sbarcati.
Se la stessa cosa fosse successa a un gruppo di ragazzini cattolici, musulmani o di qualsiasi altra fede religiosa avremmo visto alzate di scudi. In questo caso, invece, la maggior parte dei commenti che abbiamo potuto leggere erano contro dei minorenni fatti sbarcare a forza dalla polizia solo perché, stando alle testimonianze degli altri passeggeri, stavano cantando in ebraico e si erano azzittiti non appena il personale di bordo aveva detto loro di tacere. Le versioni discordano ma l’intervento della polizia per un gruppo di minorenni sembra sicuramente esagerato. Neanche fossero stati terroristi in procinto di dirottare l’aereo su Cuba.
Che il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot abbia convocato l’ambasciatore spagnolo e l’amministratore delegato di Vueling per chiedere “elementi esplicativi” dopo che degli adolescenti ebrei francesi sono stati espulsi da un aereo lascia davvero il tempo che trova. Sappiamo benissimo qual è la realtà degli ebrei francesi per cui è facile capire che un governo che non riesce a fare ordine in casa sua non può certo andarlo a fare a casa degli altri. Diciamo che la convocazione era un atto dovuto fine a se stesso e senza alcun valore.
Ma c’è un ma che va approfondito, un ma che ha un nome preciso: Iván Chirivella, il pilota del volo che ha chiamato la Guardia Civil. Il dettaglio non è di quelli che possono essere ignorati perché Iván Chirivella, come ha lui stesso ammesso in un libro intitolato “Complice e innocente: diario del pilota spagnolo che insegnò a volare ai terroristi dell’11 settembre” nel 2000 e nel 2001 era istruttore presso la Jones Aviation dove addestrò Mohamed Atta e Marwan al-Shehhi, due dei terroristi che presero parte agli attacchi dell’11 settembre 2001 alle Torri gemelle.
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I due erano già piloti ma Chirivella avrebbe affinato le loro tecniche di volo. Articoli dell’epoca riportavano che secondo gli istruttori di volo che furono interrogati dall’FBI, e Chirivella è uno di loro, i due erano interessati a imparare solo come governare gli aerei in volo. In tutta sostanza non erano interessati ad apprendere le tecniche di decollo e neanche quelle di atterraggio. Questo è un particolare che avrebbe dovuto far suonare tutte le sirene d’allarme ma che invece passò inosservato. Il libro si intitola “Complice e innocente”: si tratta di un ossimoro importante, ma non si può essere complici e al tempo stesso rimanere innocenti perché un rapporto sui due che non volevano imparare il decollo e l’atterraggio andava fatto e questo Iván Chirivella non poteva non saperlo.
Rimane che da un lato è stato di manica larga e poi è bastato sentire cantare in ebraico per chiamare tutte le forze dell’ordine presenti nello scalo per azzittire un gruppo di ragazzini. Andreotti diceva che a pensare male è peccato ma spesso ci si azzecca, considerando che il comandante si è portato la bandiera palestinese in cabina di pilotaggio, girano fotografie riprese nella calca, e che la polizia spagnola aveva l’ordine di sequestrare i telefonini per cancellare le riprese fatte durante il blitz, le domande si sommano.
Michael Sfaradi, 28 luglio 2025
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