Non è detto che le querele si trasformino poi in condanne e quindi nel pagamento della cifra chiesta dalla parte lesa. Ma negli ultimi tempi, Report sta portando a casa un po’ di citazioni in giudizio milionarie che – se dovessero malauguratamente andare male – si trasformerebbero in un bel salasso per l’azienda. Dopo il caso Minetti, con la società di Cipriani che ha depositato una denuncia per 250 milioni di dollari complessivi contro il Fatto e la Rai, adesso anche Il rappresentante speciale degli Usa per le partnership globali, Paolo Zampolli, farà la stessa cosa. Chiedendo qualcosa come 5 milioni di euro.
“La verità sta emergendo – ha detto il braccio destro di Trump in una dichiarazione rilasciata al Giornale – Quello che è emerso in questi giorni sulla stampa italiana conferma quello che ho da sempre sostenuto e cioè che gli attacchi nei miei confronti di Report hanno natura politica. Si è voluto colpire me per colpire il mio Presidente Trump anche attraverso calunnie indirizzate alla first lady Melania. In questo modo si è puntato anche a indebolire il Governo Meloni e i rapporti che lo stesso ha con l’amministrazione statunitense. Inquietante, quindi, che siano stati fatti dei sondaggi per verificare i risultati di una discesa in campo politica di Ranucci. Per questi motivi ho dato chiara indicazione al mio avvocato Maurizio Miculan di chiudere la procedura di mediation che si terrà all’udienza di martedì e di diffidare la Rai a far rimuovere tutti i video e i post che mi riguardano nonché di procedere immediatamente con la richiesta risarcitoria di 5 milioni di euro. Ovviamente analoga richiesta di danni verrà avanzata negli Stati Uniti per i gravissimi danni reputazionali a me arrecati negli States”.
Report aveva dedicato a Zampolli due servizi a fine aprile e a maggio del 2026. E ora potrebbero costare caro.
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