Cronaca

Ranucci non molla la poltrona: ricorso al Tribunale per tornare a Report

Il conduttore non accetta di essere stato sostituito dopo lo scandalo Lavitola

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Lo aveva annunciato, lo ha fatto. Sigfrido Ranucci non ci sta ad aver perso la conduzione di Report e quindi fa ricorso in Tribunale contro la Rai. Il legale del giornalista ha infatti depositato questa mattina un ricorso urgente al Tribunale del Lavoro di Roma. Scrive l’Ansa che a firmare il documento sono stati i professori Franco Focareta, Franco Scarpelli e l’avvocato Stefano Rossi, tutti operanti all’interno dello studio De Vita.

Nei giorni scorsi a Marina di Pietrasanta, durante la festa del Fatto Quotidiano, lì dove ha raccontato di nuovo la storiella di Peter Thiel che vuole rubargli la tessera sanitaria, aveva annunciato: “Agirò in giudizio in tutte le sedi, paghi chi ha la responsabilità dei gesti”. E ancora: “Stanno cercando di fare di tutto per portarmi in politica perché da giornalista continuo a essere scomodo. Per questo continuerò a fare Report. Presenteremo probabilmente un ricorso di urgenza: se giudice il riterrà l’urgenza rientrerò e farò una battaglia da dentro. Se non ci sarà urgenza continuerò la battaglia sul merito”“. Ranucci vuole “far passare il concetto che la Rai non è un condominio a uso privato ma è pubblico”. Dalle parole, ai fatti. Nel ricorso al Tribunale, Ranucci contesta le “motivazioni carenti” e il “demansionamento”. Come noto, dopo un lungo pensare, esploso lo scandalo Lavitola (amico di Sigfrido e mandante reo confesso della bomba nei suoi confronti) Viale Mazzini ha deciso di rimuovere il cronista dalla trasmissione d’inchiesta della Rai per affidargli un altro ruolo – a pari retribuzione – in altre strutture della tv di Stato. Tutte destinazioni che l’ex conduttore non ha accettato. Da qui il ricorso. Secondo il collegio difensivo, espressioni come “obiettiva situazione di incompatibilità”, “continue pressioni” e “percezioni di opacità, commistione e interferenze” – contenute nella decisione della Rai – non sarebbero sorrette da elementi oggettivi o documenti idonei a giustificarne la rimozione. I difensori avrebbero inoltre chiesto all’azienda gli atti e le circostanze che sarebbero alla base della decisione sulla credibilità e sull’indipendenza professionale di Ranucci, ma non avrebbero ottenuto né chiarimenti né documentazione.

Perché il ricorso urgente? Facile. Perché il 27 settembre Ranucci dovrà scegliere delle tre collocazioni proposte dall’azienda e l’8 novembre è prevista la partenza della nuova stagione di Report.  Al suo posto intanto sono stati scelti dal direttore Mario Corsini due sostituti: Daniele Piervincenzi e Giulia Presutti, quest’ultima “costretta” a rinunciare all’incarico dalla ribellione della redazione e quindi sostituita a sua volta da Claudia Di Pasquale.

Articolo in aggiornamento

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