Politica

Referendum, alle 12 non benissimo: il dato dell’affluenza

Tutto ruota attorno al quorum: rispetto al 2011, l'ultimo quesito che ha superato il 50% degli elettori, si registra un calo. Ma si superò la soglia di 7 punti

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Alle ore 12 di domenica 8 giugno 2025, l’affluenza ai cinque referendum abrogativi su lavoro e cittadinanza in Italia è stata del 7,3%. Il Viminale ha diffuso i primi dati parziali, evidenziando una partecipazione generalmente al di sotto del 10% in quasi tutte le regioni. Per la precisione al 7,4%.

Perché i referendum siano validi, è necessario che venga raggiunto il quorum del 50% più uno degli aventi diritto. Nel 2011, ultima volta in cui ai referendum si è votato su due giorni e si è raggiunto il quorum, a quest’ora l’affluenza era dell’11,6%. Ma va anche detto che quell’anno si superò la soglia di 7 punti, quindi il raggiungimento del quorum è ancora ampiamente possibile.

La situazione nelle città italiane

Alto Adige ha registrato un’affluenza del 3,89%, mentre Piemonte e Toscana mostrano dati migliori con percentuali rispettivamente dell’8,76% e oltre il 10%. L’Emilia-Romagna è tra le regioni con uno dei tassi più alti. L’attenzione maggiore si concentra sui prossimi aggiornamenti previsti alle ore 19 e 23 di oggi, con seggi aperti anche domani, lunedì 9 giugno, fino alle 15.

A livello cittadino emergono variazioni significative. A Torino, per esempio, l’affluenza si aggira intorno al 9,6% per ciascun quesito referendario. Nella Bergamasca, invece, si registra poco più del 7%. Nel Comune di Siena, i dati indicano il superamento della soglia del 10% per tutti i quesiti, con una punta del 10,63% sul quesito relativo al reintegro per licenziamenti illegittimi.

Tra i comuni con affluenze basse spiccano i dati della provincia di Siracusa, dove si è toccato il 5,8%. Diversi comuni in Calabria e Sicilia rimangono sotto il 5%, mentre in piccoli centri come Villanova Solaro in Piemonte il dato non supera il 3%.

I quesiti al voto

Cinque sono le proposte sottoposte agli elettori. I primi quattro quesiti riguardano il lavoro: licenziamenti illegittimi, risarcimenti per licenziamenti nelle piccole imprese, contratti a termine e sicurezza sul lavoro. Il quinto quesito, invece, propone una riduzione da 10 a 5 anni del tempo minimo di residenza per ottenere la cittadinanza italiana. Gli elettori possono esprimere “Sì” per l’abrogazione delle norme o “No” per mantenerle.

Le prime impressioni politiche

Il rischio di non raggiungere il quorum è al centro del dibattito politico. Tra coloro che hanno già espresso il proprio voto ci sono Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, che ha votato a Roma senza rilasciare dichiarazioni, e Riccardo Magi di +Europa, che ha definito la giornata “preziosa per la democrazia”. Il leader di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, ha invece denunciato un episodio accaduto in un seggio a Foligno, dove è stato limitato l’ingresso ai cronisti durante le operazioni di voto.

I principali partiti hanno preso posizioni differenti sul voto. Partito Democratico, Alleanza Verdi-Sinistra sostiene il “Sì” su tutti e cinque i quesiti, mentre il Movimento 5 Stelle lascia libertà di scelta sull’ultimo relativo alla cittadinanza. Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia si sono invece orientati verso l’astensione.

La macchina organizzativa

Le operazioni di voto si stanno svolgendo regolarmente in tutto il Paese. Sono stati predisposti, tra sabato e domenica, orari straordinari per l’emissione di nuove tessere elettorali in caso di spazi esauriti o smarrimento. A Bergamo, ad esempio, gli uffici comunali hanno registrato un’emissione di oltre 110 tessere in una sola mattinata.

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