C’è troppa tenerezza verso i “giovani palestinesi” e gli altri gruppi organizzati con o senza falce e martello, e considerarli “compagni che talvolta sbagliano” è una terribile reiterazione di riflessi autolesivi. Non basta la solidarietà a Emanuele Fiano. Occorrono anche la consapevolezza di ciò che sta accadendo in Italia (in particolare) e le risposte politiche adeguate.
La sinistra non anti-occidentale dovrebbe per prima chiedersi cosa vi sia di sinistra in tutto questo. I pro-Pal che organizzano queste iniziative non sono forse i precursori e i motivatori delle future (prossime) lotte jihadiste di seconda generazione e quindi i peggiori nemici dell’integrazione? E quanto vi gioca l’interesse russo a far confusione in Europa attraverso movimenti come il putiniano Fronte della Gioventù Comunista, promotore dell’assalto a Fiano? Quando si deciderà la sinistra non-grillina, non-talkshow, a capire che repetita non iuvant?
Marco Taradash, 29 ottobre 2025
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