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La decisione del Tar

Rigassificatore Piombino, primo colpo ai signor No

Continua la battaglia tra governo, regione e sindaco di Piombino (di FdI). Il Tar del Lazio si è pronunciato

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I giudici hanno deciso: non ci sono i presupposti per l’applicazione dell’istanza cautelare sospensiva, presentata dal Comune di Piombino, contro l’installazione del rigassificatore nel porto della città. Tra i principali protagonisti della battaglia contro il rigassificatore c’è proprio il sindaco di Fratelli d’Italia, Francesco Ferrari, che in questi mesi ha dato vita ad un vero e proprio braccio di ferro sia con il governo Meloni, che con il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani.

Secondo il Tar del Lazio, “non sussistono i presupposti per la concessione dell’invocata misura, atteso che le modalità procedimentali di autorizzazione dell’iniziativa in questione sono disciplinate da una normativa, che si caratterizza per il chiaro contenuto emergenziale e per concernere interventi che, già nella declaratoria di legge, appaiono connotati da uno spiccato grado di specificità”. Inoltre, i giudici hanno specificato che, “all’esito della prima disamina della documentazione offerta, l’iter che ha condotto all’adozione del provvedimento gravato non ha dato evidenza di palesi anomalie nello sviluppo del procedimento, né di incontrovertibili carenze istruttorie idonee a supportare, prima di addivenire alla completa delibazione del merito, la sospensione dei provvedimenti impugnati”.

Ma il sindaco “ribelle” di Fratelli d’Italia aveva puntato tutto sui rischi che il rigassificatore, una volta costruito, avrebbe potuto arrecare alla salute dei cittadini. Anche in questo caso, però, per il Tar competente non sono emerse criticità: “I paventati rischi per la pubblica incolumità correlati al rigassificatore risultano, allo stato, privi di attualità“. E sentenzia: “Non sono emerse sopravvenienze o criticità di rilievo in merito alla conduzione delle attività, che dovranno continuare a svolgersi nel rispetto delle articolate prescrizioni e raccomandazioni rese dai competenti enti”.

La questione, ovviamente, non finisce qui. Tutto è rimandato alla discussione nel merito del ricorso, tra le parti in udienza pubblica, già fissata per il prossimo 8 marzo 2023. A questo punto, però, sembra essere sempre più vicino il via libera sull’arrivo della nave, acquistata da Snam, a Piombino. A quel punto, sarà trasportato il gas nazionale liquefatto da rigassificare e da trasferire poi alla rete nazionale per i consumi. Il rigassificatore in questione andrebbe a garantire una percentuale pari al 6,5 per cento del fabbisogno nazionale di metano.