Esteri

“Riprendiamoci i confini”. Starmer fa impazzire Schlein: il piano sui migranti

Il premier laburista chiude le frontiere: "Rischiamo di diventare un'isola di estranei". Tutte le nuove regole sull'immigrazione

Keir Starmer immigrazione
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato un nuovo piano sull’immigrazione. Durante una conferenza stampa, ha affermato che è arrivato il momento di “riprendere finalmente il controllo dei confini della Gran Bretagna”. Il piano prevede un rafforzamento dei controlli su tutte le aree del sistema di immigrazione, inclusi i visti per lavoro, ricongiungimento familiare e studio. Starmer ha sottolineato la necessità di un approccio più rigoroso per ridurre l’immigrazione irregolare.

Tutte le novità

Un punto centrale del piano riguarda la conoscenza della lingua inglese. Starmer ha dichiarato che chi arriva nel Regno Unito dovrà “già parlare la lingua”. Questa misura mira a limitare l’uso di lavoretti temporanei da parte di stranieri che tentano di imparare l’inglese mentre si trovano nel paese. L’obiettivo è ridurre gli ingressi non necessari e favorire un’integrazione più veloce per chi soddisfa i requisiti linguistici. Il primo ministro ha definito questa decisione un’impostazione “pragmatica e necessaria”.

Maggiore controllo sui visti

Starmer ha sottolineato che il governo intensificherà i controlli sui vari tipi di visti concessi. Questa stretta riguarderà i permessi di lavoro, studio e le richieste di ricongiungimento familiare. L’idea centrale è quella di evitare irregolarità e garantire che solo chi rispetta le norme possa entrare o restare nel territorio britannico. Starmer ha spiegato che le nuove misure hanno l’obiettivo di rafforzare le politiche migratorie e tutelare il sistema esistente.

Starmer ha presentato il piano nel corso di una conferenza stampa ufficiale, ribadendo la volontà del governo di affrontare la questione migratoria in modo determinato. Ha aggiunto anche che i controlli saranno uniformi e riguarderanno ogni livello del sistema. Questo approccio, ha detto, rappresenta un passo deciso rispetto alle politiche adottate in passato e consentirà al Regno Unito di agire con maggiore autonomia sulla gestione dei confini. “Tutti gli aspetti del sistema di immigrazione, compresi quelli relativi al lavoro, al ricongiungimento familiare e ai visti di studio, saranno rafforzati in modo da poterli controllare meglio”, ha spiegato. Disposta l’estensione da cinque a dieci anni del periodo necessario per ottenere il permesso di residenza permanente (con eccezioni previste per infermieri, medici, ingegneri e manager nel campo dell’intelligenza artificiale che potranno presentare domanda prima). Il premier ha insomma promesso che porrà fine al “fallito esperimento britannico delle frontiere aperte”. “La migrazione fa parte della storia nazionale britannica”, ma senza regole ferree “rischiamo di diventare un’isola di estranei, non una nazione che cammina insieme”.

E Schlein…

Le nuove proposte riflettono un cambio di tono rispetto ad approcci meno strutturati adottati precedentemente. Starmer ha ribadito che le decisioni non intendono chiudere le porte, ma gestire i flussi migratori in modo più sensato e controllato. Ha insistito sul fatto che il Regno Unito possa essere solidale ma, allo stesso tempo, responsabile nella gestione delle persone che entrano nel paese.  A spingere il leader laburista alla svolta rispetto al passato, anche rispetto ai governi conservatori, non è solo l’aumento dei consensi per Farage ma i numeri reali sull’immigrazione. Secondo i dati ufficiali, il numero di persone che entrano nel Regno Unito nel 2023 era di 900mila unità nell’anno, quattro volte il livello pre-Brexit. Certo: nel 2024 è scesa a 728mila all’anno, ma gli elettori britannici sono convinti che il governo abbia perso il controllo delle frontiere viste anche le 37mila persone che hanno attraversato la Manica a bordo di gommoni su rotte gestite dai trafficanti di uomini.

 

Non è la prima volta che il premier laburista inglese imprime una “svolta” rispetto all’approccio tipico delle sinistre occidentali sui migranti. Quando venne in Italia, elogiò il sistema italiano e disse di guardare con interesse al protocollo Albania siglato da Giorgia Meloni con Edi Rama (altro socialista, di nuovo rieletto, poco amato a sinistra). Starmer e Schlein hanno davvero poco in comune, se non si vuole accettare l’universo politico in destra e sinistra. Lo si è visto sull’approccio muscolare nella guerra in Ucraina (Elly deve ancora decidere da che parte stare, Keir va in treno a Kiev con Macron e Merz), sul rapporto col capitalismo e infine anche sull’immigrazione. Non a caso Keir è apprezzato più dall’ala riformista che da quella che fa capo a Schlein, così attratta da Avs, Bonelli, Fratoianni e Conte. Ma forse c’è un motivo se Starmer ha vinto le elezioni e governa. Mentre il Pd no.

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Sedute Satiriche di Beppe Fantin - Vignetta del 12/04/2026

Trump, icona sacra

Vignetta del 12/04/2026