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Risparmiateci la superiorità etica del San Valentino gay - Seconda parte

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Resta una mia curiosità. Ma gli omosessuali, che per secoli hanno incarnato la parte maledetta, reietta, indicibile, additati come il male e proprio perché tali capaci di fornire alla cultura e alla civiltà frutti geniali, sono cosi contenti ora ad essere l’emblema della nuova normalità, del nuovo conformismo di una piccola borghesia globalista planetaria?

Possibile che in Italia non ci siano omosessuali conservatori come Douglas Murray o ancor più, in una fase precedente, Tom Wolfe (ma i casi sono numerosi) in grado di seppellire con ironia cotali sciocchezze? Hanno lottato cosi tanto per finire a sbaciucchiarsi sotto le immagini kitsch del Valentine’s day, una delle feste posticce più stupide inventate dalla modernità?

Marco Gervasoni, 14 febbraio 2020