Esteri

SALPA UNA FLOTILLA PER L’IRAN. Ah, no…

Gli attivisti pronti a schierarsi con i palestinesi (e Hamas) ma guai a scomodare il regime degli Ayatollah

Iran Flotilla
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Ed ecco che parte una possente, poderosa flotta di parlamentari italiani muniti di crema solare, amuchina e breviario di Carlo Marx, rotta: Teheran. Ah, no. Mi dicono che la notizia è infondata. In Iran non c’è il mare. Dev’essere questo. Dev’essere così. In Iran non c’è il mare e quindi non ci possono arrivare i flotilleri. Niente benedetta scuderi, niente scotto: è il crudo prezzo da pagare al realkomunism. Chissà come ci sono rimasti male gli insorti iraniani che la teopazzia degli ayatollah tenta di affogare nel sangue (spoiler: per niente, ci mancavano solo sti paraculi di italiani milionari de sinistra, meno male, una sciagura – e una scialuppa – di meno). Scialla, brò! Sai com’è: non tutti i “popoli” sono uguali, non tutti i civili da liberare: dipende dal tallone, quello sionista è insopportabile, l’altro islamista è lieve e seducente: lo disse anche Scesci Sala, grandissima podcaster: da quelle parti ne impiccato 3 al giorno, di preferenza donne, però fanno anche dei gran bei rave. Senza contare, aggiungiamo noi, il grande scinema iraniano, roba per palati fini, meglio se pariolini.

Ma che poi, insomma, vabbà, con tanti posti. E poi attualmente fa freddo, cioè, non è che. Se sti cazzo di civili iraniani non ci vogliono stare nella loro democrazia sciita, ingrati, ebbè, allora si meritano Trump. ‘Zzo vogliono. Non è che uno può andare sempre. È pericoloso, ahò, se magna pure male. A noi in fondo che ce deve fregà se questi si sollevano. Mica è la nostra rivoluzione. E poi ‘zzo vogliono, il ritorno dello scià?

No flotilla, no party, anzi no rave. Facciamo così: noi continuiamo a fare finta di niente, che tanto, sinceramente, anche se li fan fuori tutti a noi proprio, anzi quasi quasi ci garba: meglio morti che yankee, quel bastardo col ciuffo ci sta segando la catena delle dittature una per una, e dopo per chi tifiamo? La sinistra da chi la ripartiamo? Ilaria Salis? Silvia Salis? Ranucci? Corona? Dico, se ci tolgono pure Khamenei dopo Maduro e Hannoun, allora… allora…

Allora fusilli. Noi continuiamo a non vederla, ‘sta rivoluzione verde, fosse mai che riesce poi ci mettiamo il cappello, la kefiah, la Tesla, la borsa griffata e ci mettiamo ad esultare, “che bella notizia, che bella cosa la democrazia” come stiamo facendo per la liberazione di Trentini che si è liberato da solo. Da Maduro, vabbà, ma c’è proprio bisogno di dirlo? Tanto che non teniamo faccia né vergogna non è una novità, anzi è il nostro vanto, il nostro riconoscimento, mica siamo comunisti per caso.

E insomma niente flotilla, niente barbie gaza, niente bitini, niente greta, niente cremina, niente di tutto, stiamo a casa, facciamo il tifo dal divano, per chi non lo diciamo. Poi veniteci a dire che siamo drogati di visibilità, sciacalli opportunisti. Se siamo la discrezione in persona. Intanto alle barchette facciamo il tagliando: poi con calma, appena passa l’inverno, si vede se salpare per Caracas o Gaza. A Teheran no perché non c’è il mare. Se no, capirai, vuoi mettere la nostra sensibilità civile, eravamo già partiti. Già arrivati. Già solidali. Pure due pacchi di maccheroni e uno di Nescafè avevamo raccolto. Pazienza, vuol dire che ce li magnamo noi, facciamo la spaghettata antifà solidale. Con gli ayatollah. E piantatela di dirci che ce la prendiamo comoda. Noi volevamo partire, ma chi ha l’influenza, chi il barcone in manutenzione, a Ilaria gliel’hanno occupato, Benedetta ha finito la scorta d’olio solare, ad Arturo gli è scaduto il passaporto, gli altri hanno pilates. Che disagio vero, però, fare il flotillero, c’è sempre qualcosa, uno stress guarda, dovrebbero metterlo come lavoro usurante. Ma la Meloni quando ci pensa, bastarda.

Niente, oh, il popolo iraniano s’attacca, irenicamente, con ironia, con humour, corretto e scorretto, dolce e amaro, caldo e freddo. Del resto non meritano niente quelli. Manco capaci di tenere su Hamas a Gaza. Sai che c’è? Noi ‘st’estate la barca la tiriamo fuori, però basta impegno, stavolta facciamo una bella crociera, il giro del mondo in 80 giorni. Destinazione: Cesenatico!

Max Del Papa, 14 gennaio 2025

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