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Salvini e Zingaretti insieme al governo per far fuori Di Maio

Anche Mattarella pare convinto che questa alleanza  giallo-verde sia ormai a pezzi e negli scenari post voto anticipato c’è chi adombra una maggioranza  Pd-Lega per mettere all’angolo il M5Stelle.
Il Capo dello Stato è esausto dall’incompetenza dei ministri e degli uomini da loro lottizzati, così come di un Premier che non riesce a stilare l’ordine del giorno del Consiglio  o di approvare provvedimenti senza l’avvertenza “salvo intese”, che fa inorridire i giuristi. Scartato un governo tecnico, restano solo le elezioni anticipate. La data del 29 settembre sembrava quella giusta, fino a quando qualcuno ha fatto notare che coincide con il compleanno di Silvio Berlusconi e ciò potrebbe creare un vantaggio per il resiliente Cavaliere. Non resta che il 6 ottobre, con tempi stretti per poi presentare la Legge di bilancio.
Al Quirinale, come nei Palazzi del potere, si chiedono quali siano i futuri sviluppi per evitare la rissa continua che ha paralizzato, fino ad oggi, il rilancio dell’economia e la ripresa degli investimenti, isolando l’Italia anche a livello internazionale. Per ogni Presidente della Repubblica il mantra è sempre quello di avere una maggioranza di governo quanto più ampia possibile e Mattarella osserva con interesse gli sforzi di unità interna del PD di Nicola Zingaretti, a parte l’esibizionismo del pierino Calenda e le “boldrinate” extraparlamentari della “vedova di Montecitorio”.
Per arginare il dilettantismo dei grillini è proprio dal PD e dalla Lega che pragmaticamente si potrebbe partire, se Salvini si mettesse a ragionare non solo con i muscoli e Zingaretti smettesse di raccogliere le sirene grilline della sua collega in Regione Lazio, Roberta Lombardi. Finite le baruffe elettorali, infatti, la Lega, quello che resterà di Forza Italia e il PD potrebbero trovare diverse convergenze per un’alleanza che escluda le pruderie manettare e no TAV dei grillini. Si potrebbe partire proprio dall’immigrazione, il tema più sentito dal Capitano. Per Salvini e Zingaretti gli sbarchi vanno bloccati e i flussi regolamentati per quote, anche perché queste ultime, piacciano o no, sono necessarie per le imprese italiane industriali o agricole che siano. Non ci dovrebbero essere problemi neanche sulla sicurezza, intesa come controllo del territorio con più uomini da mandare sulle strade. E si sa che è stato molto apprezzato, dal Colle alla Segreteria di Stato Vaticana, quel Comitato Nazionale aperto a tutti i partiti proposto da Salvini per la lotta a mafia, ‘ndrangheta e camorra, che potrebbe segnare un punto di partenza per una pacificazione nazionale.
Sulla giustizia, dopo la “coincidenza” di troppe inchieste, tutti sono ormai convinti della necessità di una riforma, mettendo al tavolo anche le toghe più autorevoli, e che non sia contro i magistrati ma per una magistratura più equilibrata. 

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