Saviano, ovvero meno di Zero Zero Zero

saviano zero

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Purtroppo siamo ancora qui a scrivere di Roberto Saviano perché, mentre sui social ci vuol far vedere che è sempre dalla parte dei più deboli, la serie tratta dal suo libro Zero Zero Zero è in onda con il risultato di raccontare il narcotraffico internazionale come gli sparatutto dei videogame mostrano la criminalità ai nostri figli attaccati alle varie consolle.

Con il risultato che la serie risulta una cattiva imitazione di American Sniper di Clint Eastwood (regia e fotografia sono pallide ombre delle scene di guerra più cruente) con una trama più vicina alla telenovela Sentieri che ad una serie d’inchiesta. Già il libro non era un capolavoro: accusato da alcuni giornali, soprattutto americani, di plagio (dopo la condanna sempre per plagio in Cassazione relativa a Gomorra), in Zero, Zero, Zero ci sono intere pagine addirittura copiate da Wikipedia, l’enciclopedia del popolo digitale.

Se la Gomorra televisiva era a dir poco diseducativa – con spacciatori e criminali raccontati con l’enfasi neanche troppo sotto traccia di nuovi eroi – i protagonisti di Zero Zero Zero non sono neanche eroi: sono delle caricature tra Scarface e la serie Narcos, tra un Pablo Escobar e Rambo II La vendetta.

Il problema principale è che soprattutto non si vedono mai le vittime del narcotraffico: i morti in battaglia sono tanti, ma quelli per la strada o i pusher che pagano ogni colpa pur vittime dell’ingranaggio ultimo?

Saviano anche questa volta calpesta ogni morale, su tutti la sua, per passare alla cassa.

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18 Commenti

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  1. “Consolle”, dimostrazione che chi ha scritto questo articolo parla senza conoscere. E soprattutto nemmeno ha visto la serie, visto che gli ultimi episodi sono usciti oggi. Avrà visto il trailer per poi scrivere queste cagate.

    • Si, ed ora vai a copia-incollare i testi di complotto contro il coronavirus o lo sbarco sulla Luna, su Facebook. Ed evitando di parlare se non hai letto o visto qualcosa, secondo i condizionamenti del tuo partito politico, che segui come una squadra di calcio.

  2. Quest’articolo sottolinea che le vittime non vengono mostrate.. Primi minuti del primo episodio di Zero Zero Zero: un bambino muore vittima innocente di una sparatoria.

  3. Bella la censura dei commenti, sito rispettabile direi questo.. e poi si lamentano di una serie fatta bene (neanche in una serie si dovesse insegnare ai bambini o ai boomer cos’é la delinquenza).

  4. Signor Porro, come al solito lei ha fatto una critica di parte, malevola pregiudiziale, è evidente che qualcuno le ha ORDINATO di scrivere un articolo del genere altrimenti ho la vaga impressione che lei non abbia guardato neanche 10 minuti della serie. Quanto alla “mitizzazione” della criminalità, mi sembra assurdo solo discuterne. L’invidia verso Saviano é forse data dal fatto di non saper scrivere nulla di così bello..

    • E qualchono forse dovrebbe oridnare il suo cervello: il pezzo non l’ho scritto io e non mi stancherò di dire che du questo giornale on line ci sono tante opinioni e non sono tutte necessariamente condivise dal sottoscritto.

    • Io si Saviano mi sta sulle palle ma la serie è una bomba e Sollima un regista molto in gamba. Me ne fotto che sia di sinistra , tanto in quell’ambiente per snobismo lo son quasi tutti. PS 2 ore fa ho scritto un commento sulla serie e su Gomorra perché non lo pubblicano?

      • Ho scritto vari commenti anche io e nulla, censura, se questo commento non viene pubblicato (ed anche gli altri), provvederó a diffondere la notizia su social ed altri siti di stampa.

  5. l’illusione dei “scrittori” di oggi, ossia dallinizio dell’editoria industriale, è di rimanere immortali nei secolo come alcuni predecessori ove però l’indutria editoriale non c’era. ma la bottega dei libri ossia librerie acurate che selezionavano, anche perchè oggi paghi la messa in stampa e nuemro di copie e posso da scrive e pubblicà pure iio, ammesso che riesco da piazzà a quarcuno li libri.

    Indi per cui Saviano resterà seppellito nella stessae dalla stessa industria editorale come la maggior parte se non tutti quelli che vengono letti e comprati lì.

    Ci sono dei testi di nicchia storici che stanno nascosti in librerie private e anche pubbliche che valgono la pena di dedicarvi tempo, sta robba che se sponsorizza nei media lìè per gran parte ciofeca da consumatore..

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