in

Saviano, quando la camorra diventa sceneggiatura

I veri camorristi? Sono i lettori di Saviano. Perché i camorristi non sono quelli che Saviano accusa ma i dieci milioni di lettori che hanno lo hanno letto, si sono scandalizzati, hanno solidarizzato per poi non dire niente. Tutti zitti, a cuccia, a casa. Hanno riposto Gomorra ben in evidenza nelle loro librerie ma non sono scesi in piazza, che era la risposta minima di un Paese civile. Sono stati zitti. Hanno applicato l’omertà che è il principio base dei camorristi: il silenzio. Per questo i veri camorristi sono i lettori di Saviano.

Saviano da parte sua continua a fare il proprio lavoro: non a caso sono anni che lo definisco “Il Giovane Holding”. Tra libri, comparsate, presentazioni, articoli, rubriche, recite teatrali, film, sceneggiature, serie tv Saviano è diventato una “holding”, non a caso è rappresentato dall’agente letterario Andrew Wyle, che negli Stati Uniti è soprannominato “lo squalo”. Evidentemente ispirato dallo squalo Saviano torna in libreria con un Bacio feroce, è il caso di dirlo, il seguito del primo romanzo della serie La paranza dei bambini (sempre edito da Feltrinelli). Più che dei bambini è una “paranza di lettori”: come i pescatori che usano reti a strascico per prendere più pesce possibile (compresi rottami e ogni genere di rifiuto gettato in mare) Saviano getta l’amo di romanzi che trovano sempre “un gruppo di fuoco” (traduzione in gergo camorristico della paranza) pronto ad abboccare. Perché Saviano più che uno scrittore è un ottimo comunicatore.

In molti sostengono che i suoi monologhi in televisione siano da “Solone”. Non è vero. Il Saviano televisivo è molto più incisivo, e educativo, del Saviano narratore. Dopo il plagio di Gomorra (Saviano è stato condannato dalla Corte d’Appello di Napoli per aver copiato senza citarli interi articoli da “Cronache di Napoli” e dal “Corriere di Caserta”) altre accuse dal Daily Best, tra i siti più letti e prestigiosi al mondo: il giornalista  Michael Moynihan ha dimostrato che nel suo secondo libro  Zero Zero Zero, dedicato al traffico sudamericano di stupefacenti, le “fonti privilegiate” citate da Saviano sono state tratte da Wikipedia (ne ha scritto anche “La Stampa”).

Poi “la storia tragica di Christian Poveda”, un regista franco-spagnolo ucciso in Salvador, ripresa in blocco ma senza citazione da un reportage del 2009 del Los Angeles Times.  Decine di righe in cui al massimo cambia l’ordine delle parole o c’è qualche guizzo di colore a cercare di fare la differenza”. E poi, sempre per il Daily Best, Zero Zero Zero finisce “con il racconto dell’omicidio del giornalista messicano Bladimir Antuna García per mano di una gang legata al narcotrafficante El Chapo. Un racconto cannibalizzato da un rapporto del 2009 del “Committee to Protect Journalists” (il giornale americano lo allega in pdf come prova)”. Citazioni della fonte? Zero. Anzi: Zero Zero Zero.

Tornando ai suoi romanzi da “paranza” sono un “bacio feroce” all’intelligenza dei lettori già imbesuiti dalla serie televisiva di Gomorra, la terza stagione parte su Sky venerdì 17 (alla faccia della smorfia napoletana che nel 17 vede “a sfortuna”, “a disgrazia”: non un grande inizio… per una serie girata a Napoli). Comunque un ottimo prodotto televisivo, tanto da essere tra le poche serie italiane a essere vendute anche all’estero, ma tutto fuorché educativo. Il pubblico con un minimo di cervello già è affascinato da Genny Savastano e Ciruzzo, immaginiamo i ragazzini assoldati giovanissimi dalle associazioni criminali: come minimo li vedono come idoli.

E non ci sono molte discussioni da fare: basta vedere un episodio per capire che una tragedia, come la camorra, diventa un “action movie”. Un tempo avevamo Steve McQueen e Clint Eastwood (comunque giustizieri del bene) oggi abbiamo Ciruzzo ‘o camorrista. Tutto recitato in napoletano stretto, tanto che mandato in onda su Rai3, ha necessitato dei sottotitoli. Sottotitoli che mancano, invece, in Un bacio feroce che quindi risulta incomprensibile. Tranne nel prezzo che è in euro e sarebbe stato più coerente se Saviano avesse fatto scrivere “u’ priezzo” o “e renari”. Ma quando si parla di soldi per il “Giovane Holding” il dialetto finisce in paranza. Il romanzo è una sequenza di luoghi comuni, mentre la morale, dopo quattrocento pagine in cui conosciamo i giovani protagonisti (Dentino, ’o Maraja, Biscottino, Stavodicendo, Pesce Moscio, Tucano e Briato’) è che “esistono i fottitori e i fottuti, null’altro”. Un pochino troppo per 19,50 euro. Molto meglio In nome dello zio di Stefano Piedimonte che nel suo irresistibile romanzo, edito da Guanda, prendendo in giro la camorra la annienta. Perché la camorra è accusata da sempre, ma il peggior sgarro è ridicolizzarla: Piedimonte ci è riuscito in un romanzo capolavoro. 

Condividi questo articolo

12 Commenti

Scrivi un commento
    • Cara/o Pischella,nn scomoderei(ammenoché si abbiano soldi da buttare o per una battaglia politica di retroguardia che nn sposta equilibri)avvocati e lascierei lo spazio giudiziario libero per altre questioni più importanti.
      Il Serino si è espresso iperbolicamente,tra l’altro in modo generico, in un modo molto ben chiarito nel suo ottimo articolo.
      Fosse stato rivolto al personaggio Saviano,magari(ma anche li sarebbe difficile,ma nn impossibile)una querela poteva essere tentata.
      Diciamo che,se propio sei infervorata/o su una pretesa di velleitaria giustizia,sul sito del Porro del buon materiale lo puoi trovare(come su moltissimi altri siti,ovviamente). Ma su questo specifico articolo,io personalmente s’intende,nn trovo nulla fuori posto.
      Ineccepibile.

      • Secondo lei. E resta solito un suo parere. Che a me non interessa francamente gran che. Il giornalismo con la g maiuscola non si nutre di così bassi attacchi personali tesi solo a delegittimare. Questioni trite e ritrite che sono state già abbondantemente chiarite.

      • Quanto alla presunta ‘omertà’ di cui alla tanto da lei caldeggiata ‘iperbole’ così maldestramente utilizzata nello scritto che trasuda odio in ogni singola virgola, non consento di discettare ne a lei ne all’autore dello stesso.

  1. Saviano è noto che sei di parte, ma non puoi esserlo in quanto vado a chiederti:
    Prova a scrivere del caso Bibbiano che si allarga a Verona Forcipi Modena e in tutta Italia.
    Prova a scrivere della pedofilia in generale e in particolare inerente alla chiesa.
    Prova a scrivere sull’integrazione dei Rom che loro non vogliono
    Hai tanto materiale da cui partire, buon lavoro.
    Saviano sei ancora sotto scorta, guarda che se la mafia voleva farti fuori lo avrebbe già fatto o credi di essere come Falcone e Borsellino, non sei equiparabile, tanto-meno con Aldo Moro e altri.
    Dimostra che sei un uomo vero e rinuncia alla scorta.

  2. Gentile Serino,
    la prego, non mi faccia vergognare d’aver gettato denaro, a suo tempo, per un libro, – libro perchè aveva pagine, una copertina ecc.. ma non per contenuto, sia chiaro – di cui ho letto la prima pagina e mezza della seconda, e sono caduta dal divano per la pochezza dello scrittore ed idiozie a valanga in una sola pagina.
    Io che mai ho buttato un libro, chè se lo facessi soffrirei fisicamente, l’ho gettato senza drammi, anzi, con senso di liberazione da cretini e camorristi di cartone riciclato. Con l’unico rimpianto di non aver speso bene il mio denaro e, per di più, averlo buttato per una porcheria.
    Non sono mai attratta da fiction che non hanno autori di provata e manifesta fede intellettiva e che non siano onesti intellettualmente e, per forza di cose, mi è capitato più che raramente seguirne una.
    Lei ha ragione da vendere, superlativo il bravo Piedimonte.

  3. beh..ho letto i due commenti precedenti…magari tutto vero..ma voi preferite chi si ifa i selfie con i capimafia per caso ?? e che poi dice chje non lo sapeva ??? A me risuklta che tuttin gli uccisi della mafia..drangheta e affini erano sindacalisti..politici giornalisti..DI SINISTRA..solo tra i poliziotti carabineri e guardie di finanza probabilmente c’era una percentuale di gente di destra..ma erano “danni collaterali” usando un termine. orribile ..

    • Caro Lorenzo,nn porrei il problema sulle tematiche politiche dal momento che Falcone e Borsellino si narra avessero preferenze di dx,ma ciò nn ne inficiava l’incisivita nel contrasto della malavita organizzata.
      Cantone è stato un grande giudice anticamorra ben visto da ogni angolatura politica per la sua azione pertinente soltanto sulla soluzione giudiziaria delle azioni criminose.
      De magistris è un buffone che si impegna in azioni da Masaniello che nn intaccano lo status quo malavitoso,ne si preoccupano della fenomenologia neo-camorrista incarnata sempre più da ragazzini che,chiaramente,si rifanno ai personaggi della serie Gomorra.
      Quello che “disturba” di Saviano è quella incidenza superficiale,in cui nn si innesta mai una autocritica,di pensare di aiutare a combattere un fenomeno criminale.
      Invece la realtà è,a me pare,che stia “inventando” un nuovo format malavitoso molto similare ai cartelli messicani.
      Difatti si sta spingendo sempre oltre nelle storie dei suio libri,cercando sempre nelle mafie più cruente l’input aggiuntivo dei personaggi che poi vengono portati sugli schermi.
      Una rincorsa che appare legata ad una visione capitalista del fenomeno che,se fosse dichiaratamente il suo unico scopo,verrebbe vista per quello che è.
      Un’onesto lavoro di sceneggiatore di film sulla mafia e,per quel che mi riguarda,me lo renderebbero accettabile. Invece si ammanta di aloni martirizzanti che fanno il gioco di personaggi come il Salvini,in una speculare forma di “do ut des” tra soggetti di una commedia tragica.
      Se ci faccia,o ci è?
      Sarebbe bello che “ci è”, almeno avrebbe le attenuanti dell’incapacità di comprensione a sua discolpa. Ma ne dubito…

  4. Caro Serino,che dire?
    Clap,clap,clap!!!
    Comunque io penso che Saviano sia peggio da conduttore.
    Come scrittore,ho letto soltanto Gomorra e mi sono sentito un pirla,è alquanto fragile e con questo ho detto tutto.
    Quando Berlusconi lo additò come promulgatore di una Italia soltanto negativa mi trovai nella citazione dj Hesse sull’orologio segnante due volte al dí l’ora esatta benché rotto,e questo anche se l’uomo nn mi si confaceva sul lato umano e politico.

  5. Che dire di Saviano, se non che è uno che sembra aver trovato (oltre che nel saper copiare) il suo filone d’oro mitizzando nei suoi libri la ‘ndrangheta e, in generale, le mafie del mondo?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.