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Saviano, quando la camorra diventa sceneggiatura - Seconda parte

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Tornando a Gomorra (edito da Mondadori) da dove tutto è iniziato: è un libro che andrebbe bene per un marziano, per qualcuno che viene da un altro pianeta e che di camorra non ha mai sentito parlare. Qual è la novità, anche “soltanto” letteraria, di Gomorra? Nessuna. È una pellicola d’inchiostro che gira a vuoto. Niente di nuovo anche dal fronte dei contenuti. Niente di nuovo in Saviano: se non la spettacolarizzazione-speculazione su un fenomeno come quello camorrista che da anni libri, saggi, inchieste televisive continuano a raccontarci. Che il riciclo dei rifiuti urbani sia il nuovo business della malavita ce l’ha già fatto vedere mille volte Report; che la cocaina non sia più una droga d’elite ma uno sballo di massa lo leggiamo ogni giorno sui quotidiani; dei camorristi dai soprannomi ironicamente feroci come Sandokan, Gennarino McKay, Cicciotto di Mezzanotte, Ciruzzo O’ Milionario la cronaca ci ha già detto tutto: abitudini, manie, tic, ville bunker.

E allora? E allora più che un romanzo d’inchiesta Gomorra è una sceneggiatura. Anzi: un remake. Eh sì, perché negli anni ’70 Carlo Vanzina aveva girato un film, Piedone lo sbirro, interpretato da Bud Spencer. Ecco, Gomorra è la sceneggiatura di carta, 30 anni dopo, di Piedone lo sbirro. Le stesse atmosfere, gli stessi luoghi (l’angiporto di Napoli), gli stessi traffici (i container cinesi che fanno sbarcare a Napoli di tutto), persino le stesse descrizioni dei ristoranti dell’angiporto “dove si mangiano vongole con la sabbia”. Un suggerimento, quindi, per la carriera di Saviano.

Piedone ha continuato le sue avventure con Piedone d’Egitto, Piedone a Hong Kong e Piedone l’Africano. Saviano Siddharta potrebbe seguire le grandi orme di Piedone e regalarci nuovi stupefacenti set di carta dimenticando le paranze. Con titoli come Gomorra 2: la vendetta, Gomorra 3: il ritorno, Gomorra 4, la fine, Gomorra è ancora viva, per finire con un bel Meridiano Mondadori magari titolato La Gomorrea. Che affligge tanti ignari lettori convinti di trovare Saviano e non il “bacio feroce” di una holding da “squalo”.

Gian Paolo Serino, 7 settembre 2019