Le iniziative nonviolente si fanno per rompere un muro di silenzio intorno a una situazione di ingiustizia che vogliamo modificare. Ma la tragedia di Gaza è al centro dell’attenzione del mondo da settimane e mesi, e intorno agli abitanti di Gaza, e la solidarietà verso il popolo palestinese predomina su ogni altra considerazione.
Che cosa vuole mettere sotto i riflettori la Flotilla se non se stessa?
Se questa era la speranza le parole minacciose del ministro Ben-Gvir hanno riportato la Flotilla alla realtà: c’è una guerra, laggiù lontano lontano all’orizzonte, non un appuntamento sulla spiaggia con le telecamere.
Alla spensieratezza dei primi giorni e delle prime immagini è subentrata l’inquietudine, se non la paura. E per la prima volta nella storia si è vista una missione “non violenta” chiedere una scorta diplomatica o addirittura militare.
Marco Taradash, 20 settembre 2025
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